Il caso Corona: un indicatore delle tensioni tra innovazione, comunicazione digitale e regolazione finanziaria
INNOVAZIONEPRIMO PIANO 30 Gennaio 2026 digitalvoice
Memecoin, Consob e nuove regole: cosa insegna il caso Corona secondo l’avvocato Salvatore Luciano Furnari esperto di diritto delle cripto-attività e della blockchain, sulla decisione della Consob di sanzionare Fabrizio Corona per la promozione del memecoin $Corona.
La sanzione della Consob a Fabrizio Corona per la promozione del memecoin $Corona riporta al centro il tema della regolazione delle cripto-attività e del rapporto tra comunicazione digitale e tutela del mercato. Il caso si inserisce in una fase di profonda evoluzione del settore, segnata dall’entrata in vigore del Regolamento europeo MiCAR e da un approccio sempre più attivo delle autorità di vigilanza.
Il memecoin $Corona, lanciato nel febbraio 2025, segue una dinamica già osservata negli Stati Uniti, dove memecoin legati a Donald e Melania Trump non hanno generato interventi sanzionatori analoghi. Il confronto evidenzia una differenza significativa tra modello europeo e americano nella regolazione dei token privi di una funzione economica tradizionale.
Origine delle memecoin e quadro normativo
«Le memecoin nascono come risposta all’irrigidimento delle regole sulle cripto-attività con finalità di investimento», spiega l’avvocato Salvatore Luciano Furnari, esperto di diritto delle cripto-attività e della blockchain, Band 2 Fintech per Chambers. «Già nel 2017, con il caso TheDAO, la SEC qualificò alcune offerte di token come strumenti finanziari, imponendo vincoli stringenti».
Da qui si è sviluppata una distinzione tra token di investimento e token privi di diritti o utilità concrete. In questo spazio si sono affermate le memecoin, cripto-attività di natura goliardica, oggi diffuse su scala globale, con una capitalizzazione complessiva di decine di miliardi di dollari.
Il nodo MiCAR e il ruolo della Consob
In Europa, il MiCAR applica gli obblighi informativi, incluso il white paper, a tutte le cripto-attività che non rientrano in specifiche esclusioni.
«Le memecoin finiscono spesso in una zona grigia», chiarisce Furnari, «dove l’assenza di una funzione economica non esclude automaticamente l’applicazione del regolamento».
La Consob, sottolinea l’esperto, mantiene una linea coerente con la tutela del risparmio, ma il numero limitato di white paper notificati in Italia rispetto ad altri Paesi europei pone interrogativi sulla competitività del sistema nazionale.
Un caso che va oltre Corona
«Un approccio eccessivamente prudente rischia di spingere i progetti all’estero», conclude Furnari, «riducendo l’attrattività dell’ecosistema italiano e il potenziale gettito fiscale».
Il caso Corona diventa così un indicatore delle tensioni tra innovazione, comunicazione digitale e regolazione finanziaria, in un settore in cui il diritto è chiamato a confrontarsi con fenomeni tecnologici in continua trasformazione.
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