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Cagliari: progetto giustizia digitale, innaugurato laboratorio informatico
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È stato inaugurato, al Tribunale di Cagliari, il laboratorio informatico per le indagini della Procura Distrettuale della Repubblica e della Direzione Distrettuale Antimafia realizzato con risorse stanziate dalla Regione nell’ambito del progetto “Giustizia Digitale” sulla base della programmazione Fesr 2014-2020. Sono intervenuti il presidente Francesco Pigliaru, insieme all’assessore degli Affari Generali Filippo Spanu, la procuratrice capo della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari Maria Alessandra Pelagatti, il referente informatico del Distretto giudiziario Daniele Caria con gli altri magistrati della Procura, il direttore generale dell’assessorato degli Affari Generali Antonello Pellegrino e i funzionari Valentina Ghiani e Mattia Spiga.

Pigliaru. “Oggi ci troviamo davanti ad un ottimo esempio di collaborazione istituzionale”, ha detto il presidente Pigliaru . “Quando si lavora insieme, con impegno, su progetti ben pensati e ben costruiti, si ottengono risultati positivi concreti, che portano vantaggio a tutta la comunità. E fa piacere, in particolare, aver contribuito a far vita ad un progetto che risponde al bisogno di sicurezza dei cittadini ed ha una così alta valenza tecnologica – ha sottolineato Francesco Pigliaru -, tale da rendere la nostra regione prima in Italia sul fronte della Giustizia digitale. Quando la Sardegna riesce a stare sulla frontiera dell’innovazione sappiamo sorprendere e diventare, per il Paese, un esempio di cui andare orgogliosi. Abbiamo realizzato una buona pratica e sono certo che le altre regioni saranno molto attenta a quello che si é  fatto qui”, ha concluso il presidente Pigliaru, che ha ringraziato quanti hanno lavorato per raggiungere questo importante obiettivo”.

Spanu. “Il nuovo laboratorio, primo del genere a cui viene data operatività negli uffici giudiziari italiani, fornisce strumenti di indagine avanzati e consente agli investigatori di recuperare informazioni utili dalle memorie dei computer nel rispetto dei tempi imposti dall’azione penale. Vengono così rafforzati i sistemi informatici per  supportare le indagini e le attività investigative nell’esclusivo interesse dei cittadini”, ha spiegato l’assessore Spanu.

Pelagatti. La Procuratrice Maria Alessandra Pelagatti ha espresso  apprezzamento per il positivo risultato frutto della proficua collaborazione istituzionale e ringraziato la Regione per il fondamentale sostegno: “con le nuove tecnologie viene notevolmente migliorata la qualità delle indagini. In questo modo siamo in grado di raggiungere i tempi più brevi gli obiettivi prefissati”.

Caria. “Con i nuovi sofisticati dispositivi possiamo effettuare operazioni che prima venivano affidate con procedure d’appalto a personale esterno. Tutto questo ci consente di accorciare i tempi e di risparmiare risorse finanziarie”, ha chiarito il magistrato Daniele Caria, referente informatico del progetto, che ha illustrato le caratteristiche del laboratorio.

Il nuovo laboratorio. Molti crimini odierni sono caratterizzati dall’utilizzo di un computer (computer crime) e l’analisi dei dispositivi, con strumenti molto sofisticati, può consentire agli investigatori di reperire le tracce dell’azione delittuosa. Sono state allestite tre postazioni di lavoro in cui opereranno tecnici specializzati della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Al centro dell’attenzione ci saranno non solo i reati informatici ma  tutti i dati recuperati nel corso di accertamenti di varia natura.  Il nuovo laboratorio informatico ha richiesto un investimento di 250 mila euro e costituisce il più importante risultato sinora raggiunto nell’ambito del progetto “Giustizia Digitale” inserito nell’Agenda Digitale della Sardegna.

Nella foto d’apertura il presidente della Regione Francesco Pigliaru

Nella foto centrale un momento dell’incontro

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