AI+Now 2026, al via a Roma con il “Close-up Meeting “ il confronto su sovranità digitale, sicurezza e cultura dell’innovazione
INNOVAZIONEIntelligenza ArtificialePRIMO PIANO 23 Giugno 2026 digitalvoice
Ha preso il via questa mattina all’Hotel dei Congressi dell’Eur la nuova edizione di AI+Now 2026, appuntamento dedicato alle sfide dell’intelligenza artificiale, della sicurezza digitale e della trasformazione tecnologica del Paese.
La giornata si è aperta con il “Close-up Meeting – Sicurezza e Compliance per AI: il ruolo del cloud sovrano per le applicazioni per la Pubblica Amministrazione e nei settori critici”, think tank che ha riunito una ventina di rappresentanti del mondo delle PMI, aziende high-tech, istituzioni, ricerca, formazione ed esperti di innovazione.
Nel corso del confronto sono emerse le principali criticità che l’Italia dovrà affrontare in uno scenario internazionale sempre più complesso, caratterizzato da tensioni geopolitiche crescenti e da una normativa in continua evoluzione. Tra i temi più dibattuti, quello della sovranità tecnologica, interpretata non solo come controllo delle infrastrutture e dei servizi cloud, ma anche come capacità di garantire autonomia nei processi tecnologici quotidiani.
«Il tema della sovranità tecnologica non va inteso solamente in termini di cloud o gestione delle infrastrutture: passa anche dalla capacità di governare piccoli processi di indipendenza tecnologica, altrettanto importanti e strategici per una società. Pensiamo ad app come WhatsApp o alle applicazioni per la mobilità che utilizziamo ogni giorno: non fanno parte delle cosiddette infrastrutture critiche, ma cosa accadrebbe se improvvisamente smettessero di funzionare?», ha sottolineato Antonio Baldassarra, presidente di Seeweb.
Un intervento che ha aperto la riflessione sul tema delle competenze digitali, considerate uno degli elementi chiave per rafforzare la competitività europea. «Dobbiamo tornare a formare bravi sistemisti, bravi esperti di sicurezza informatica, riacquisire quella “coscienza di ritorno” che solo può riallineare l’Europa ai grandi colossi internazionali», ha evidenziato Flavio Foschi di Syrius Consulting.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla necessità di accelerare l’allineamento normativo e di diffondere una maggiore consapevolezza sul ruolo strategico delle tecnologie dell’informazione. Dal confronto è emersa infatti la convinzione condivisa che l’ICT non rappresenti più soltanto un supporto ai processi produttivi e amministrativi, ma costituisca ormai una vera e propria infrastruttura essenziale per il funzionamento del sistema economico e sociale.
I lavori di AI+Now 2026 proseguiranno nel pomeriggio con tre sessioni aperte al pubblico che hanno già registrato oltre cento iscritti, confermando l’interesse crescente verso i temi dell’intelligenza artificiale, della cybersicurezza e della sovranità digitale. Un dibattito destinato a proseguire ben oltre l’evento romano e che punta a contribuire alla definizione delle strategie tecnologiche del Paese nei prossimi anni.




















