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Easyvia, la piattaforma che trasforma il monitoraggio stradale in manutenzione predittiva
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Dalle buche agli avvallamenti, fino ai dissesti che mettono a rischio la sicurezza degli automobilisti, la manutenzione delle infrastrutture viarie resta una delle sfide più concrete per le amministrazioni pubbliche. Tra le realtà italiane che stanno affrontando il problema con un approccio diverso c’è Easyvia, che ha sviluppato una piattaforma digitale dedicata al monitoraggio continuo del manto stradale e alla pianificazione degli interventi di manutenzione.

La piattaforma raccoglie ed elabora i dati provenienti da sensori IoT proprietari, montati su veicoli già in circolazione: mezzi comunali, aziendali o di manutenzione che percorrono le strade ogni giorno per altri scopi e che, senza bisogno di flotte dedicate, raccolgono dati in continuo sullo stato del manto. L’intelligenza artificiale classifica automaticamente la tipologia e il livello di criticità delle irregolarità del manto stradale, come buche e avvallamenti, e le geolocalizza su una piattaforma consultabile in ogni momento. La rilevazione mantiene la stessa affidabilità anche in condizioni di scarsa visibilità (es. nebbia, buio o traffico intenso), garantendo una continuità di dati su cui pianificare gli interventi.

Il vero punto di forza di Easyvia è la copertura end-to-end dell’intero ciclo di vita del manto stradale: dalla rilevazione continua delle anomalie alla simulazione degli interventi con stima dei costi, dalla pianificazione del budget alla mobile app dedicata agli operatori sul campo, fino alla reportistica che verifica l’esito di ogni intervento realizzato. Nessuna fase resta isolata: il dato raccolto oggi diventa la base della decisione di domani, e ogni intervento viene infine verificato, chiudendo il cerchio tra ciò che si decide e ciò che viene davvero realizzato. La piattaforma include inoltre un assistente digitale che accompagna chi gestisce la rete stradale nelle decisioni operative: suggerisce quali interventi trattare con priorità, aiuta a simulare i costi delle diverse opzioni e supporta nel garantire una copertura efficace dell’intero territorio.

A oggi Easyvia copre quotidianamente oltre 3.000 chilometri di rete stradale, ha rilevato e classificato più di 10.000 anomalie e ha gestito oltre 200 campagne di manutenzione negli ultimi sei mesi. Un patrimonio di dati che cresce ogni giorno e che rappresenta, per gli enti e le aziende che lavorano con la piattaforma, una base oggettiva su cui costruire le proprie decisioni.

Il modello commerciale è pensato per abbassare la barriera d’ingresso, grazie all’impiego di mezzi già in circolazione, ed incentivare un utilizzo continuativo della piattaforma, superando la logica tradizionale del costo legato ai chilometri percorsi. Un aspetto determinante per passare da una manutenzione reattiva a una gestione programmata, migliorando l’efficienza e la capacità di allocare le risorse dove servono davvero.

 

Risponde alle domande Alessandro Guerrera  (FOTO)  CEO di Easyvia

Da dove nasce davvero Easyvia? Chi c’era all’inizio e quale problema avevate vissuto in prima persona prima di decidere di risolverlo?

Easyvia nasce dall’incontro di esperienze diverse ma complementari. Nel gruppo fondatore c’è chi ha lavorato a lungo dentro la pubblica amministrazione e ne conosce i meccanismi, chi viene dal mondo delle aziende di manutenzione e sa come si costruisce un’offerta o si gestisce un cantiere, e chi arriva dalla consulenza internazionale, abituato a guardare i problemi su scala più ampia. A unirci è stata una constatazione molto semplice: le strade sono probabilmente l’infrastruttura che utilizziamo di più ogni giorno, ma continuiamo a gestirle con informazioni frammentate e spesso non aggiornate. Nella maggior parte dei casi scopriamo un problema quando qualcuno lo segnala o quando il danno è ormai evidente. E a quel punto siamo già in ritardo. Easyvia nasce per cambiare questo meccanismo: non aspettare che il problema emerga, ma conoscere in modo continuo lo stato della rete e usare quei dati per decidere prima e meglio. È questo che intendiamo quando parliamo di Infrastructure Intelligence

Il modo più semplice per descrivere Easyvia è “vediamo dove sono le buche”. Qual è invece il valore che i vostri clienti scoprono solo dopo aver iniziato a lavorare con voi?

È la sintesi più immediata, ma è anche quella che racconta meno della piattaforma. Quello che i nostri clienti scoprono dopo i primi mesi di monitoraggio è la possibilità di pianificare: sapere non solo dove intervenire, ma quando farlo prima che il danno peggiori, con che priorità e a quale costo stimato. Per un ufficio tecnico significa rincorrere meno segnalazioni, programmare gli interventi e poter motivare le proprie decisioni sulla base di dati classificati e aggiornati, anziché di valutazioni a vista. Significa anche avere maggiore tracciabilità in caso di contenzioso. Per le aziende di manutenzione il valore si traduce invece nella capacità di costruire offerte più precise, pianificare meglio gli interventi e ridurre le sorprese in cantiere. Solo negli ultimi sei mesi la piattaforma ha supportato oltre 200 campagne di manutenzione: è lì che si vede la differenza tra segnalare un problema e gestirlo davvero.

La vostra tecnologia si basa su sensori proprietari montati su veicoli già in circolazione, mentre la vostra piattaforma si dimostra completa e adatta a garantire l’efficacia end-to-end dell’intero ciclo. Come funziona davvero il tutto?

Il monitoraggio parte dai nostri sensori proprietari, installati su veicoli che circolano già ogni giorno: la piattaforma raccoglie ed elabora i dati in continuo, senza bisogno di creare una flotta dedicata. I sensori registrano le irregolarità del manto e il sistema le classifica per tipologia e livello di criticità, mantenendo la stessa affidabilità anche in condizioni di scarsa visibilità, buio o traffico intenso. Da qui parte tutto il resto: la simulazione degli interventi e la stima dei costi, la pianificazione del budget, la gestione delle attività sul campo tramite mobile app e, infine, la reportistica per verificare gli interventi realizzati e la loro efficacia.Il punto è che nessuna di queste fasi vive per conto proprio: il dato raccolto oggi entra nella decisione di domani, e ogni intervento realizzato torna a diventare parte della base dati. È questo, per noi, il vero significato di end-to-end: un ciclo continuo che parte dalla strada, arriva alla decisione e all’intervento, e torna nuovamente al dato.

Il Comune di Benevento è stato tra i primi enti a lavorare con Easyvia. Cosa è cambiato concretamente nel modo in cui l’ufficio tecnico pianifica gli interventi?

Con il Comune di Benevento il cambiamento più concreto riguarda proprio il modo di lavorare dell’ufficio tecnico. Prima gran parte degli interventi nasceva da una segnalazione o da un’urgenza, spesso quando il danno era già evidente. Oggi l’ufficio può contare su una mappatura continuamente aggiornata della rete e su priorità che emergono da dati classificati, anziché esclusivamente dalle segnalazioni dei cittadini. Questo permette di programmare gli interventi secondo priorità oggettive, integrare i dati nella pianificazione e verificare nel tempo anche l’efficacia delle riparazioni. È probabilmente questo il risultato più importante: Easyvia non è rimasta uno strumento di monitoraggio, ma è entrata progressivamente nel modo in cui l’amministrazione gestisce la manutenzione stradale.

Con Easyvia non si parla più di km percorsi bensì di km di competenza che prescindono dai passaggi. Come funziona in pratica per un ente pubblico o un’azienda di manutenzione che si affaccia per la prima volta a questo approccio?

È un cambio di prospettiva che nasce direttamente dal nostro modo di lavorare. Chi monitora le strade attraverso ispezioni periodiche o mezzi specializzati misura il servizio sulla base dei chilometri effettivamente percorsi e rilevati durante ogni campagna di monitoraggio. Noi lavoriamo su una logica diversa: una volta che un tratto di rete entra nel sistema, resta monitorato senza interruzioni, indipendentemente dalla frequenza con cui un singolo veicolo ci passa sopra. Per questo parliamo di chilometri di competenza e non di chilometri percorsi: un ente o un’azienda di manutenzione non paga né in base al numero di passaggi effettuati dai mezzi, né in base al numero di anomalie rilevate, ma in base all’estensione della rete che vuole tenere sotto controllo in modo continuativo. Superiamo così la logica tradizionale legata al singolo passaggio, che rende i dati rapidamente obsoleti ogni volta che non viene effettuata una nuova rilevazione: se ogni passaggio comporta un nuovo costo, il monitoraggio continuo della rete diventerebbe economicamente insostenibile, con evidenti difficoltà nella pianificazione del budget. Il valore non è quindi il passaggio del sensore in sé, ma la possibilità di mantenere una conoscenza aggiornata e continua della rete di competenza, evitando che le decisioni vengano prese sulla base di informazioni ormai superate.

Guardando ai prossimi mesi, quali sono le prossime tappe di Easyvia, tra nuovi territori e nuove collaborazioni?

Da un lato c’è l’estensione della rete monitorata, con nuovi enti pubblici e nuove aziende di manutenzione che si aggiungono a quelli che già lavorano con noi. Oggi copriamo oltre 3.000 chilometri di rete stradale e l’obiettivo è continuare a crescere, prima in Italia e poi anche all’estero, portando questo modello in nuovi territori. Dall’altro continueremo a sviluppare la soluzione, rendendola sempre più efficace e completa per chi deve gestire e manutenere una rete stradale. C’è poi un altro aspetto per noi fondamentale: portare il tema della conoscenza e del monitoraggio continuo delle infrastrutture nei tavoli che contano, attraverso la partecipazione a iniziative e confronti nazionali e internazionali. Vogliamo contribuire a far crescere la consapevolezza sul ruolo che i dati possono avere nella gestione delle strade e nel passaggio da una manutenzione reattiva a una manutenzione programmata.

 

 

 

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