Biodiversità, l’UE lancia i “crediti per la natura”: nuovi strumenti per finanziare la tutela degli ecosistemi
PRIMO PIANO 4 Novembre 2026 digitalvoice
Presentata alla COP17 di Erevan l’iniziativa “Amici dei crediti per la natura e la biodiversità”, una piattaforma internazionale per mobilitare investimenti pubblici e privati nella conservazione e nel ripristino degli ecosistemi. Già numerosi i Paesi e le organizzazioni che hanno aderito.
Dare un valore alla natura per attrarre nuovi investimenti nella sua tutela. È questa la sfida al centro dell’iniziativa lanciata dall’Unione europea alla COP17 di Erevan, in Armenia, dove prende forma una nuova alleanza internazionale per promuovere i cosiddetti crediti per la natura e la biodiversità. A presentare il progetto è stata la commissaria europea per l’Ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva, Jessika Roswall (FOTO), che ha annunciato la nascita della piattaforma “Amici dei crediti per la natura e la biodiversità”, confermando l’impegno della Commissione europea a rafforzare i finanziamenti destinati alla protezione degli ecosistemi. L’obiettivo è coinvolgere governi e organizzazioni internazionali in una cooperazione più stretta, creando un sostegno condiviso a nuovi strumenti finanziari capaci di incentivare la conservazione della biodiversità e il ripristino degli ambienti naturali. L’iniziativa punta inoltre a sostenere l’attuazione del Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montreal.
Già numerose le adesioni internazionali. La piattaforma, nata con il contributo di Francia e Perù, che hanno co-organizzato l’evento di lancio alla COP17, ha raccolto l’adesione di Spagna, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Finlandia, Australia, Botswana, Canada, Cile, Indonesia, Giappone e Nuova Zelanda. A partecipare potranno essere anche le organizzazioni internazionali. Tra quelle che hanno già aderito figurano l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), il Gruppo consultivo internazionale sui crediti per la biodiversità, l’Alleanza per i crediti di biodiversità e l’organizzazione internazionale per la tutela ambientale. Ma cosa sono, concretamente, i crediti per la natura? Si tratta di strumenti finanziari innovativi pensati per convogliare risorse verso progetti di protezione, conservazione e ripristino degli ecosistemi, riconoscendo un valore economico alle attività che producono benefici per la biodiversità.
L’idea è rendere questi interventi più visibili, verificabili e interessanti per gli investitori, favorendo così l’arrivo di capitali privati accanto ai finanziamenti pubblici. Un modello che punta a trasformare la tutela ambientale anche in un’opportunità di investimento, premiando chi contribuisce concretamente alla salvaguardia del patrimonio naturale. In questa direzione si muove la tabella di marcia europea per i crediti natura, adottata nel luglio 2025. Il documento definisce il percorso per sviluppare strumenti affidabili, attraverso attività di ricerca, progetti pilota, consultazioni con i portatori di interesse e sperimentazioni sul campo.
Rafforzata anche la collaborazione con le Nazioni Unite. A margine della COP17, Jessika Roswall e la direttrice esecutiva del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), Inger Andersen, hanno firmato un nuovo emendamento al memorandum d’intesa tra le due istituzioni. L’accordo rinnova l’impegno comune per l’azione ambientale globale e il multilateralismo, confermando la volontà di rafforzare la cooperazione internazionale di fronte alle sfide legate alla crisi della biodiversità e alla tutela degli ecosistemi. Con il lancio della nuova piattaforma, Bruxelles punta dunque a coinvolgere un numero crescente di governi e investitori in un sistema di finanziamento della natura capace di affiancare agli strumenti tradizionali nuove risorse per proteggere il capitale naturale del pianeta.


















