Dalla sperimentazione ai processi: O&DS accelera nel 2026 sull’AI e cresce del 20%
INNOVAZIONEIntelligenza ArtificialePRIMO PIANOTECH 7 Ottobre 2026 digitalvoice
Nel primo semestre l’azienda registra un aumento dei ricavi del 20% rispetto al 2025. L’intelligenza artificiale passa dalla sperimentazione sui singoli task alla gestione di processi strutturati, con una riduzione dei tempi operativi fino al 50%.
Crescono i ricavi e cambia il modo di lavorare. È lungo questa doppia direttrice che O&DS sta affrontando il 2026: nel primo semestre la società italiana attiva da 17 anni nel settore dell’Information Technology ha registrato un incremento dei ricavi del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre sul fronte organizzativo ha accelerato l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei propri processi interni. O&DS, che conta oggi oltre 25 professionisti, più di 300 progetti realizzati e sette partnership attive, sta infatti spostando l’utilizzo dell’AI dalla sperimentazione su singole attività alla gestione di interi flussi di lavoro. Il passaggio si traduce nella creazione di un sistema di agenti AI specializzati, ciascuno destinato a funzioni e attività specifiche, con l’obiettivo di rendere l’automazione più controllabile e misurabile. Il modello supera così quello dell’assistente generalista. Gli agenti vengono configurati per occuparsi di compiti circoscritti all’interno delle diverse aree aziendali, lasciando alle persone le attività di supervisione, validazione e decisione. In amministrazione, per esempio, un agente analizza bandi, capitolati e contratti, individuando requisiti, scadenze e possibili elementi di rischio. Nell’area commerciale, un altro sistema supporta la preparazione delle offerte tecniche e della documentazione di gara. Sul fronte dello sviluppo, invece, gli agenti classificano le richieste dei clienti, stabiliscono le priorità e contribuiscono a definire le possibili soluzioni tecniche.
I primi risultati misurati indicano una riduzione del 50% dei tempi per l’analisi preliminare di bandi e contratti, del 35% per la predisposizione della prima bozza delle offerte e del 30% per l’analisi e la risoluzione dei ticket.
È proprio nella gestione delle richieste tecniche che il modello di automazione trova una delle sue applicazioni più strutturate. All’apertura di un ticket, il sistema effettua una prima analisi e assegna uno score di affidabilità alla possibile soluzione. Se il livello di confidenza è sufficiente, l’agente può elaborare una proposta e predisporre la documentazione tecnica, che viene poi sottoposta alla validazione dello sviluppatore. Quando, invece, il livello di affidabilità non è abbastanza elevato, il sistema propone più alternative, verifica le disponibilità in agenda e assegna l’attività alla persona ritenuta competente.
«L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui organizziamo il lavoro, trasformando processi prima frammentati in sequenze governate, misurabili e verificabili. Le persone possono così concentrarsi sulle attività a maggiore valore, mantenendo la responsabilità delle decisioni e acquisendo una capacità più ampia di controllo sull’intero sistema», afferma Giuseppe Cicconi, Ceo e co-founder di O&DS.
L’introduzione degli agenti AI sta modificando anche la distribuzione delle competenze all’interno dell’azienda. Una parte crescente del lavoro si sposta dall’esecuzione dei singoli task verso la progettazione dei processi, la supervisione dei sistemi, la validazione dei risultati e il governo degli agenti digitali. Per O&DS, è anche in questa evoluzione che va letto il ritorno dell’investimento nell’intelligenza artificiale: non soltanto nella riduzione dei tempi, ma nella possibilità di spostare le competenze verso attività a maggiore valore aggiunto.
«Automatizzare un processo significa liberare competenze e spostarle verso attività che richiedono maggiore capacità di analisi, progettazione e giudizio. L’intelligenza artificiale può analizzare, classificare, proporre e documentare, ma alle persone spettano la verifica, la supervisione e la responsabilità delle decisioni. Da questa integrazione prende forma un’infrastruttura aziendale capace di rendere i processi più efficienti, controllabili e coerenti», spiega Massimo Trezzi, co-founder di O&DS.
La trasformazione organizzativa si inserisce in una strategia infrastrutturale avviata da O&DS negli anni precedenti e che, con la diffusione dei sistemi di AI, assume oggi un peso crescente. L’azienda utilizza un Virtual Private Cloud progettato e gestito direttamente, distribuito su più data center in Italia. Nei flussi che prevedono l’utilizzo di servizi AI esterni vengono inviati esclusivamente documenti privi di dati personali. L’obiettivo è mantenere il controllo sulla localizzazione e sul trattamento delle informazioni, riducendo al tempo stesso la dipendenza tecnologica da singoli fornitori. La stessa intelligenza artificiale viene inoltre utilizzata per contribuire alla sicurezza dell’infrastruttura: il sistema analizza in modo continuativo le attività interne, rileva anomalie, aggiorna la documentazione delle macchine, verifica accessi e permessi e supporta i controlli periodici di compliance. In questo quadro, la sovranità digitale diventa per O&DS un tema anche industriale. Localizzazione dei dati, possibilità di sostituire un provider, prevedibilità dei costi infrastrutturali e controllo sulle modalità di utilizzo dei sistemi di AI entrano nella governance aziendale insieme agli aspetti legati alla conformità al GDPR e all’AI Act. Sul piano economico, i risultati del primo semestre portano la società a prevedere una chiusura del 2026 con ricavi in forte crescita rispetto al 2025. La crescita attesa, secondo le previsioni dell’azienda, potrebbe superare il 20%.
«I numeri del semestre confermano la crescita di O&DS. Ma il dato che considero più importante è che stiamo costruendo una struttura capace di crescere senza replicare linearmente costi, complessità e numero di attività manuali. L’intelligenza artificiale entra così a pieno titolo nella capacità produttiva dell’azienda, diventando una componente strutturale dei processi, dell’organizzazione e della crescita.», conclude Cicconi.
NELLA FOTO : DA SIN. Giuseppe Cicconi e Massimo Trezzi

















