Tecno Group, crescita e sostenibilità digitale: Lombardi «Energia e intelligenza artificiale sono asset strategici per le imprese»
AZIENDEINNOVAZIONEIntelligenza ArtificialeSOSTENIBILITATECH 19 Ottobre 2026 digitalvoice
Intervista a Giovanni Lombardi, Presidente Tecno. Imprenditore e mecenate, è fondatore e Presidente di Tecno Group, società internazionale leader nel SustainTech. Promuove la transizione digitale e sostenibile delle imprese, coniugando innovazione, formazione e sostenibilità con un forte impegno nella valorizzazione del patrimonio culturale e nel sostegno ai giovani talenti.
Le tensioni geopolitiche, la volatilità dei prezzi dell’energia e la crescente diffusione dell’intelligenza artificiale stanno cambiando le priorità delle imprese. In questo scenario, la capacità di gestire i consumi, interpretare i dati e migliorare l’efficienza dei processi produttivi diventa un fattore competitivo sempre più rilevante. È questa la direzione in cui si muove Tecno, gruppo impegnato nell’integrazione tra sostenibilità, innovazione digitale e servizi alle imprese. Accanto alla crescita del business e all’ampliamento della base clienti, un ruolo centrale è svolto da TecnOne, la piattaforma che utilizza dati, analytics e intelligenza artificiale per individuare inefficienze e opportunità di miglioramento. Tra i tasselli della strategia rientra anche Energon Trade, società attraverso cui il gruppo punta a rafforzare le proprie competenze nella gestione e nell’analisi dei dati energetici.
Energon Trade e la gestione strategica dell’energia
Energon Trade rappresenta una componente importante della vostra strategia. Quale valore porta all’interno del gruppo?
Energon Trade è una realtà particolarmente interessante, sia per il suo posizionamento sia per le competenze che mette a disposizione. La partecipazione dell 85% ci consente di integrare nel nostro modello di business una metodologia e una tecnologia specifiche per l’analisi dei consumi e dei costi energetici. La società dispone di strumenti digitali e soluzioni semiautomatizzate che permettono di valutare l’andamento dei prezzi dell’energia e di supportare le imprese nelle proprie decisioni. Si tratta di competenze importanti, soprattutto in una fase in cui l’energia è diventata un elemento strategico per la competitività aziendale. L’obiettivo è valorizzare queste tecnologie all’interno della nostra base clienti, ampliando i servizi che possiamo offrire e rendendo le analisi energetiche sempre più accessibili, strutturate e integrate nei processi decisionali.
A chi si rivolgono i vostri servizi? Lavorate anche con le famiglie o prevalentemente con le imprese?
Il nostro mercato di riferimento è B2B, costituito principalmente dalle PMI italiane. Ci rivolgiamo al mondo delle imprese, con una clientela che comprende, però, anche realtà di dimensioni molto rilevanti. Circa il 15% delle aziende a cui facciamo riferimento supera i 700 milioni di euro di fatturato e, in alcuni casi, raggiunge o supera il miliardo. Si tratta quindi di organizzazioni con esigenze complesse, per le quali la gestione dell’energia, dei dati e dell’efficienza operativa può avere un impatto significativo sulle performance. Accanto alle grandi aziende, lavoriamo con imprese che hanno necessità differenti e che possono beneficiare di strumenti di analisi calibrati sulle caratteristiche della propria attività.
Dalla disponibilità dei dati alle decisioni aziendali
Oggi le imprese hanno a disposizione piattaforme digitali sempre più evolute. Qual è la principale difficoltà che incontrano nel loro utilizzo?
Il problema non è necessariamente la mancanza di dati o di tecnologia. Spesso, al contrario, le aziende hanno accesso a moltissime informazioni, ma faticano a capire quali siano davvero utili per prendere decisioni. Si può acquistare una piattaforma tecnologicamente avanzata e avere a disposizione una grande quantità di indicatori, senza sapere con precisione quali osservare, come interpretarli e quali azioni intraprendere. Per questo non basta fornire strumenti digitali: bisogna anche accompagnare le imprese nella lettura delle informazioni e nella loro trasformazione in indicazioni operative. La tecnologia deve essere collegata alla conoscenza dei processi aziendali e delle esigenze specifiche di ciascuna organizzazione.
In che modo l’intelligenza artificiale può contribuire a superare questa difficoltà?
L’intelligenza artificiale può aiutare a elaborare grandi quantità di dati, individuare correlazioni e mettere in evidenza anomalie o opportunità di miglioramento. Tuttavia, il valore non deriva semplicemente dalla disponibilità di uno strumento basato sull’IA. È fondamentale sapere quali informazioni cercare e come interpretarle in relazione agli obiettivi dell’impresa. L’analisi deve partire dalle caratteristiche del singolo ciclo produttivo e dalle sue esigenze. Le necessità di un’azienda che lavora la plastica, per esempio, sono diverse da quelle di un’impresa metalmeccanica, chimica o automotive. Cambiano i processi, i consumi, le materie prime utilizzate e gli indicatori che occorre monitorare. Il nostro compito è individuare le informazioni strategiche per ciascuna realtà, aiutando l’imprenditore a capire dove si trova, quali sono le aree di inefficienza e su quali aspetti intervenire per migliorare le prestazioni.
TecnOne: trasformare la sostenibilità in efficienza
Come si traduce questo approccio nell’attività di TecnOne?
TecnOne nasce proprio con l’obiettivo di integrare dati, analisi e strumenti digitali per supportare le aziende nel miglioramento delle proprie performance ambientali e operative. La piattaforma di punta della nostra suite di prodotti digitali permette di raccogliere informazioni dai processi aziendali, anche attraverso sistemi di monitoraggio e sensori, e di confrontarle con parametri di riferimento e benchmark. In questo modo è possibile individuare scostamenti, inefficienze e margini di miglioramento. Pensiamo, per esempio, a un processo industriale che dovrebbe richiedere 1.000 kWh per realizzare un determinato prodotto, ma che ne consuma 1.100. Il confronto con un parametro di riferimento consente di evidenziare una differenza di 100 kWh e di approfondirne le cause. Lo stesso principio può essere applicato alle emissioni di carbonio, alla gestione delle materie prime, alla scelta dei combustibili e alla riduzione degli scarti. L’obiettivo è trasformare i dati in indicazioni concrete, che aiutino l’impresa a intervenire sui processi e a utilizzare meglio le proprie risorse.
La sostenibilità viene spesso percepita dalle aziende come un obbligo normativo. È ancora così?
La sostenibilità non dovrebbe essere considerata soltanto un adempimento. Può rappresentare un’opportunità per migliorare l’efficienza, ridurre gli sprechi e rafforzare la competitività. Le imprese devono affrontare costi energetici, pressioni sui margini e un quadro economico e normativo in continua evoluzione. In questo contesto, misurare i consumi e comprendere l’impatto ambientale delle attività produttive significa anche individuare possibili risparmi e migliorare l’organizzazione aziendale. Attraverso il digitale, l’intelligenza artificiale e l’ottimizzazione dei processi, la sostenibilità può diventare una leva concreta di sviluppo. La condizione essenziale è che le analisi siano pertinenti rispetto all’attività dell’impresa e si traducano in azioni misurabili.
Crescita, clienti e sviluppo dei servizi
Qual è l’andamento del gruppo e quali sono le principali direttrici di crescita?
Tecno ha chiuso il primo semestre del 2026 con ricavi pari a circa 13,5 milioni di euro, in crescita del 5% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente, e una base clienti superiore alle 4.800 unità. Il dato semestrale deve essere letto considerando la stagionalità del business, perché una parte significativa dei ricavi si concentra nella seconda metà dell’anno. La crescita dipende sia dall’acquisizione di nuovi clienti sia dalla capacità di sviluppare ulteriormente le relazioni con quelli già acquisiti. La nostra strategia punta infatti sul cross-selling e sull’up-selling, attraverso l’offerta di ulteriori prodotti e servizi alle aziende che già lavorano con noi. Oltre la metà del fatturato deriva da componenti ricorrenti, come canoni e servizi continuativi, che contribuiscono a rendere i ricavi più stabili e prevedibili. La base clienti è passata da circa 4.600 aziende a fine a fine 2025, fino a raggiungere oltre 4.800 nel primo semestre del 2026. L’obiettivo è consolidare queste relazioni nel tempo e aumentare il valore generato da ciascun cliente.
Energia, infrastrutture e nuove opportunità
Le tensioni geopolitiche e la crescita della domanda elettrica stanno cambiando anche il modo in cui le imprese considerano gli investimenti energetici?
Sì. La possibilità di produrre energia in autonomia, per esempio attraverso il fotovoltaico, non è più soltanto uno strumento per ridurre la bolletta. È diventata una componente della strategia aziendale, perché contribuisce a migliorare l’autonomia energetica e la capacità di affrontare eventuali shock dei mercati. Anche tecnologie di generazione tradizionale e gruppi elettrogeni possono assumere un nuovo ruolo, soprattutto in relazione alla diffusione dei data center e all’aumento della domanda di elettricità. Lo sviluppo delle infrastrutture digitali, infatti, richiede non soltanto investimenti tecnologici, ma anche la disponibilità di energia adeguata e affidabile. In questo scenario possono emergere nuove opportunità anche per territori che non si trovano nei principali poli economici. La disponibilità di infrastrutture energetiche, gasdotti e impianti da fonti rinnovabili può contribuire ad accrescere l’attrattività di determinate aree per gli investimenti.
La sfida: integrare transizione energetica e innovazione digitale
Qual è, in definitiva, la direzione verso cui si stanno muovendo le imprese?
La direzione è quella di un modello industriale in cui transizione energetica e innovazione digitale procedono insieme. Non basta avere accesso all’energia, così come non basta disporre di piattaforme tecnologiche avanzate. Occorre sapere come utilizzare le risorse, quali dati monitorare e quali interventi possono generare i risultati migliori per la singola azienda. La combinazione tra competenze settoriali, strumenti digitali e intelligenza artificiale permette di individuare le priorità, misurare i risultati e migliorare progressivamente le performance. In un contesto caratterizzato da incertezza geopolitica, crescente domanda di energia e trasformazione tecnologica, la capacità di interpretare le informazioni e tradurle in decisioni operative diventa un elemento determinante per la competitività delle imprese. (Nello Meli)



















