Giustizia e Intelligenza Artificiale : O&DS firma la piattaforma che automatizza i documenti per gli studi legali
Intelligenza ArtificialePRIMO PIANO 22 Luglio 2025 digitalvoice
L’intelligenza artificiale entra con discrezione ma decisione nel mondo forense grazie a un progetto sviluppato da O&DS, in collaborazione con lo Studio Legale Aprigliano. La società, fondata da Giuseppe Cicconi e Massimo Trezzi, ha realizzato una piattaforma digitale che automatizza alcune attività cruciali per gli studi legali specializzati in immigrazione, come la traduzione e l’impaginazione di documenti ufficiali da presentare in tribunale.
Si tratta di una tecnologia avanzata che, partendo dall’immagine di un documento (spesso certificati rilasciati da autorità straniere), ne legge il contenuto, lo traduce automaticamente in italiano e restituisce un file impaginato in modo fedele all’originale. Il documento è così immediatamente pronto per la revisione dell’avvocato e l’invio agli uffici giudiziari.
“Abbiamo dimostrato che l’AI, se ben progettata, non sostituisce il professionista, ma lo affianca e lo libera da compiti ripetitivi”, spiega Cicconi. Il progetto è nato da una stretta collaborazione con lo Studio Aprigliano, il cui contributo è stato decisivo per modellare lo strumento sulle reali esigenze operative. L’AI non è quindi un semplice software tecnico, ma un assistente digitale capace di adattarsi ai flussi di lavoro legali e di garantire efficienza e rigore formale.
Grazie a un motore linguistico proprietario e a un sistema che ricostruisce struttura e layout del documento, la piattaforma assicura traduzioni precise, mantenendo impaginazione e grafica originale. Il margine di errore è inferiore al 2%, mentre i tempi di lavorazione si riducono fino all’80% rispetto ai metodi tradizionali.
Il caso dello Studio Aprigliano dimostra come anche ambiti delicati e normativamente rigidi possano trarre vantaggio dall’adozione dell’AI. La ripetitività di alcune attività, come la gestione quotidiana di certificati da tradurre, rappresenta infatti un terreno ideale per l’automazione intelligente. “Abbiamo creato uno strumento che rispetta la complessità del diritto, ma ne alleggerisce la componente manuale”, sottolinea Trezzi.
Pensata per essere scalabile e adattabile, la piattaforma si presta anche ad altri settori come studi notarili, commercialisti o realtà legali che gestiscono documenti in più lingue. L’interfaccia è semplice e accessibile anche a chi non ha competenze tecniche. Ma ciò che la distingue è l’approccio sartoriale: un sistema costruito insieme ai professionisti che lo utilizzeranno.
La piattaforma è già operativa e ha superato con successo una fase di test su centinaia di documenti reali. “Siamo solo all’inizio di una rivoluzione silenziosa: l’intelligenza artificiale può diventare il miglior alleato del diritto, a patto di restare al servizio delle persone”, conclude Cicconi.




















