Supply chain, conformità ancora a metà: il 64% delle imprese gestisce le dichiarazioni in modo non strutturato
AZIENDE 19 Marzo 2026 digitalvoice
Fare chiarezza su come le aziende italiane affrontano oggi la gestione delle dichiarazioni di conformità lungo la catena di fornitura: è questo l’obiettivo dell’indagine “Raccolta e gestione delle dichiarazioni di conformità materiali e componenti” presentata da IUNGO. Uno studio che coinvolge circa 350 imprese clienti e che restituisce una fotografia aggiornata delle pratiche, delle criticità e del livello di maturità organizzativa nella supply chain italiana.
Il report nasce con l’intento di comprendere quanto le imprese stiano realmente evolvendo nella raccolta, nel controllo e nella gestione strutturata di informazioni cruciali per garantire qualità, sicurezza e conformità normativa. In un contesto industriale sempre più complesso, segnato da normative stringenti e da una crescente attenzione alla sostenibilità, la gestione delle dichiarazioni di conformità non è più solo un obbligo formale, ma una leva strategica per assicurare trasparenza, ridurre i rischi legali e affrontare con maggiore solidità audit e verifiche.
I dati, tuttavia, mostrano un percorso ancora incompleto. Il 64% delle aziende intervistate gestisce infatti le dichiarazioni di conformità con modalità poco strutturate, ricorrendo a strumenti eterogenei come e-mail, fogli Excel e archivi non centralizzati. Una frammentazione che si riflette anche nella percezione del rischio: il livello medio di esposizione dichiarato è pari a 2,8 su una scala da 1 a 5, segnale di una vulnerabilità ancora significativa legata a errori, ritardi e difficoltà nel dimostrare la compliance in tempi rapidi.
Questo approccio ha un impatto diretto anche sull’efficienza operativa. Oltre la metà delle aziende (53%) impiega tre o più giorni al mese per raccogliere e aggiornare le dichiarazioni dai fornitori, mentre la complessità nel reperire rapidamente la documentazione si attesta a 2,4 su 5. Più i sistemi sono manuali e frammentati, più aumenta la difficoltà di accedere a informazioni aggiornate e affidabili.
Tra le attività più onerose emergono il sollecito ai fornitori per l’invio delle dichiarazioni (71%), l’aggiornamento degli archivi documentali (78%) e il monitoraggio delle scadenze, che nel 75% dei casi viene ancora gestito manualmente. A ciò si aggiunge la sfida normativa: il 43% delle aziende dichiara difficoltà nel seguire l’evoluzione delle regolamentazioni, come gli aggiornamenti della Candidate List delle sostanze SVHC previsti dal regolamento REACH, che impongono verifiche continue su materiali e documentazione.
Nonostante queste criticità, il quadro evidenzia anche un’ampia diffusione delle dichiarazioni di conformità lungo la filiera. Solo il 7% delle aziende afferma di acquistare materiali non soggetti a tali dichiarazioni, mentre il 18% segnala documenti non ancora gestiti ma che dovranno essere monitorati nel prossimo futuro.
Il messaggio che emerge è chiaro: la gestione delle dichiarazioni di conformità rappresenta oggi un nodo strategico per la competitività delle imprese. La transizione verso processi più strutturati e digitalizzati non appare più rimandabile, soprattutto per garantire efficienza, tracciabilità e capacità di risposta in un contesto normativo e di mercato sempre più esigente.
“In un contesto di mercato sempre più regolamentato e orientato alla sostenibilità, la gestione delle dichiarazioni di conformità non è più un mero adempimento burocratico, ma un vero elemento strategico,” commenta Micaela Valent (FOTO) , COO Area Solutions di IUNGO. “Grazie alla digitalizzazione e a strumenti centralizzati, le aziende possono trasformare gli obblighi normativi in vantaggi concreti, migliorando efficienza, trasparenza e collaborazione lungo tutta la supply chain. Per IUNGO, la compliance proattiva rappresenta oggi una leva fondamentale per costruire filiere più resilienti, sicure e sostenibili, in grado di coniugare qualità, legalità e reputazione del brand.”
In questa prospettiva, la gestione efficace delle dichiarazioni di conformità diventa uno strumento strategico per rispondere alle politiche europee che promuovono maggiore trasparenza sui materiali impiegati nei prodotti e favoriscono un sistema produttivo più responsabile e sostenibile.


















