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Schengen si rafforza tra sicurezza e digitalizzazione: meno ingressi irregolari e nuove sfide per l’UE
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La Commissione europea traccia un bilancio positivo dello spazio Commissione europea Schengen, ma avverte: le tensioni geopolitiche e le pressioni migratorie impongono un ulteriore salto di qualità nella cooperazione tra gli Stati membri. È quanto emerge dalla quinta relazione sullo stato di Schengen, che analizza i progressi compiuti nell’ultimo anno e definisce le priorità strategiche per il biennio 2026-2027.

A quarant’anni dalla firma dell’accordo, lo spazio Schengen continua a rappresentare uno dei pilastri più concreti dell’integrazione europea. Oltre 450 milioni di cittadini possono muoversi liberamente all’interno dell’Unione per lavorare, studiare o viaggiare, mentre imprese e filiere produttive beneficiano della libera circolazione delle merci. Ma il rapporto sottolinea anche come la tenuta del sistema dipenda sempre più dalla capacità dell’UE di rafforzare sicurezza, controlli alle frontiere esterne e gestione comune dei flussi migratori.

Secondo i dati diffusi dalla Commissione, nel 2025 gli attraversamenti illegali delle frontiere esterne sono diminuiti del 26% rispetto all’anno precedente. Parallelamente è cresciuta l’efficacia delle politiche di rimpatrio: il tasso di rimpatrio delle persone prive del diritto di soggiorno nell’UE ha raggiunto il 28%, il livello più alto registrato negli ultimi dieci anni. Uno dei passaggi chiave evidenziati nella relazione è l’avvio completo, nell’aprile 2026, del nuovo Entry/Exit System (EES), il sistema digitale europeo di registrazione degli ingressi e delle uscite alle frontiere esterne. Nei primi sei mesi di operatività sono stati registrati oltre 66 milioni di movimenti transfrontalieri e respinte circa 32 mila persone prive dei requisiti per entrare nell’UE.

La digitalizzazione sarà infatti uno degli assi portanti della nuova fase di Schengen. Tra le priorità indicate dalla Commissione figura l’imminente introduzione di ETIAS, la futura autorizzazione elettronica per i viaggiatori esenti da visto, insieme alla revisione del codice europeo dei visti e allo sviluppo di sistemi digitali per la gestione dei rimpatri. La relazione dedica ampio spazio anche alla dimensione geopolitica. Bruxelles sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione con Paesi terzi strategici, sia per migliorare il controllo delle frontiere sia per attrarre talenti e competenze utili alla competitività europea. Allo stesso tempo, resta centrale il coordinamento sulla sicurezza interna, con l’obiettivo di ridurre progressivamente i controlli alle frontiere interne ancora presenti in alcuni Stati membri.

Sul fronte operativo, un ruolo cruciale sarà affidato a Frontex, chiamata a sostenere gli Stati Schengen nel rafforzamento delle capacità di rimpatrio e nell’attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo. Infine, la Commissione conferma l’intenzione di proseguire il percorso di piena integrazione di Cipro nello spazio Schengen e di completare l’applicazione delle norme Schengen sulla sicurezza interna in Irlanda, mantenendo aperto il dialogo con i Paesi candidati all’allargamento dell’Unione.

Il messaggio politico che emerge dal rapporto è chiaro: per Bruxelles, il futuro di Schengen passa da un equilibrio sempre più stretto tra libertà di circolazione, innovazione tecnologica e sicurezza condivisa.

Henna Virkkunen (FOTO) , Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia dichiara  “Per mantenere Schengen aperto e sicuro, dobbiamo modernizzare il modo in cui gestiamo i rischi per la mobilità e la sicurezza. Stiamo portando avanti la digitalizzazione e l’interoperabilità dei sistemi informatici su larga scala. Ciò è fondamentale per rafforzare le verifiche di frontiera, migliorare la conoscenza situazionale e, in ultima analisi, rendere più sicuro lo spazio Schengen. Allo stesso tempo, in particolare attraverso il patto sulla migrazione e l’asilo, stiamo rafforzando la gestione della migrazione e i rimpatri, intensificando nel contempo gli sforzi per attrarre talenti per l’innovazione e rafforzare la competitività globale dell’UE.”

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