Pagamenti digitali, CBI porta la Request to Pay nelle imprese: incassi più rapidi e riconciliazione in tempo reale
FINANZAPRIMO PIANO 17 Giugno 2026 digitalvoice
CBI amplia l’utilizzo della Request to Pay (R2P) al mondo delle imprese, mettendo a disposizione della comunità dei Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP) aderenti una soluzione che consente alle aziende di gestire gli incassi in modo più efficiente, sicuro e digitalizzato. L’iniziativa rafforza la collaborazione con EBA CLEARING e Nexi e si inserisce nel percorso di evoluzione dei pagamenti digitali europei.
La nuova soluzione permette alle imprese di inviare richieste di pagamento strutturate direttamente integrate nei propri sistemi gestionali attraverso le infrastrutture dei PSP. Le richieste vengono recapitate ai clienti tramite internet banking e mobile app e possono essere autorizzate in pochi clic, eliminando la necessità di inserimenti manuali e riducendo il rischio di errori.
L’estensione al segmento corporate rappresenta un nuovo capitolo per un servizio già operativo nei pagamenti verso la Pubblica Amministrazione italiana grazie alle infrastrutture sviluppate da CBI, confermandone la flessibilità e la capacità di adattarsi a diversi contesti applicativi.
“Portare la Request to Pay al servizio delle imprese significa mettere a disposizione uno strumento concreto per semplificare e rendere più efficienti i processi di incasso e pagamento”, ha dichiarato Liliana Fratini Passi (foto) , Direttore Generale di CBI. “Basata su standard paneuropei e sullo scambio di messaggi in tempo reale, questa funzionalità consente alle aziende di aumentare il controllo, la tracciabilità e il tasso di conversione dei flussi finanziari, con una rendicontazione immediata. In un mercato che richiede interazioni sempre più trasparenti e sicure, la Request to Pay contribuisce inoltre a rafforzare la fiducia nell’ecosistema dei pagamenti, offrendo maggiori tutele sia alle imprese sia ai clienti”.
Tra i principali vantaggi della soluzione figurano incassi più rapidi e prevedibili, una migliore gestione delle scadenze, la riduzione di frodi ed errori grazie ai dati precompilati e notifiche puntuali che accompagnano l’intero processo. Il pagatore mantiene il pieno controllo della transazione, potendo visualizzare la richiesta e decidere se procedere o meno al pagamento. Inoltre, la riconciliazione automatica e l’integrazione con i sistemi contabili consentono una significativa riduzione dei costi operativi legati alle attività amministrative.
Secondo CBI, questi benefici permettono alle aziende di migliorare la gestione della liquidità e di ottenere una visibilità più accurata sui flussi finanziari, favorendo una pianificazione più efficace delle risorse.
“Siamo orgogliosi di collaborare con CBI e con i PSP per estendere i benefici della Request to Pay a nuovi segmenti di clientela”, ha affermato Erwin Kulk, Head of Service Development and Management di EBA CLEARING. “Grazie al nostro servizio R2P, i PSP italiani potranno ampliare l’offerta di servizi a valore aggiunto per le imprese e i loro clienti, sia sul mercato domestico sia a livello europeo”.
La soluzione è pienamente allineata agli standard europei e ai processi di fatturazione elettronica e apre la strada a nuovi casi d’uso, anche in ambito cross-border, valorizzando le sinergie con altri servizi digitali di incasso e pagamento come CBILL.
“L’estensione della Request to Pay al mondo corporate rappresenta una leva strategica per accelerare la digitalizzazione dei processi finanziari delle imprese e migliorarne l’efficienza”, ha commentato Renato Martini, Digital Banking Solutions Director del Gruppo Nexi. “Si tratta di un servizio semplice e sicuro che, grazie anche alla nostra tecnologia, consente una gestione più evoluta dei pagamenti tra aziende e clienti, in linea con il nostro impegno nello sviluppo di soluzioni innovative capaci di semplificare l’esperienza di pagamento”.
Con questo sviluppo, la Request to Pay si conferma uno degli strumenti chiave per la trasformazione digitale dei processi di incasso e pagamento, contribuendo alla realizzazione di un ecosistema europeo sempre più interoperabile, sicuro e orientato al controllo da parte dell’utente.


















