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Nasce l’Industrial Accelerator Act (IAA) : più produzione, aumento di tecnologie pulite e posti di lavoro
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L’Unione europea punta a rafforzare la propria industria con l’Industrial Accelerator Act (IAA), una nuova iniziativa pensata per aumentare la produzione interna, sostenere le imprese e creare occupazione, accelerando al tempo stesso la transizione verso tecnologie più pulite.

In linea con le raccomandazioni della relazione Draghi, la proposta introduce criteri mirati “Made in EU” e a basse emissioni di carbonio negli appalti pubblici e nei regimi di sostegno statale. Le nuove regole riguarderanno inizialmente settori strategici come acciaio, cemento, alluminio, automotive e tecnologie a zero emissioni, con la possibilità di estenderle anche ad altri comparti energivori come la chimica. L’obiettivo è stimolare la domanda di prodotti industriali europei a basse emissioni e rafforzare la capacità produttiva del continente.

La legge punta inoltre a semplificare e accelerare le autorizzazioni per i progetti industriali, obbligando gli Stati membri a introdurre uno sportello unico digitale con tempi certi e procedure più snelle, soprattutto per gli investimenti legati alla decarbonizzazione.

Dal punto di vista economico, l’IAA vuole rafforzare la base industriale europea in un contesto di forte competizione globale e di crescente dipendenza da fornitori extra-UE. Il settore manifatturiero oggi vale il 14,3% del PIL europeo: il nuovo piano mira a portarlo al 20% entro il 2035.

La proposta affronta anche il tema degli investimenti esteri. Gli investimenti superiori a 100 milioni di euro in settori strategici – come batterie, veicoli elettrici, fotovoltaico e materie prime critiche – dovranno garantire trasferimento tecnologico, creazione di posti di lavoro qualificati e almeno il 50% di occupazione europea, oltre a rispettare requisiti di contenuto locale.

Tra le altre misure previste figurano la creazione di aree di accelerazione industriale per favorire cluster di produzione pulita, investimenti nelle infrastrutture energetiche e sviluppo delle competenze.

Pur rafforzando la produzione interna, l’UE ribadisce di voler restare uno dei mercati più aperti al mondo, promuovendo però maggiore reciprocità negli appalti pubblici con i partner commerciali.

In sintesi, l’Industrial Accelerator Act si propone come una strategia industriale per crescita, autonomia strategica e transizione verde, con l’obiettivo di rendere l’economia europea più resiliente e competitiva nel lungo periodo.

Stéphane Séjourné (FOTO) , Vicepresidente esecutivo per la Prosperità e la strategia industriale dichiara “Oggi segna un passo importante nel rinnovamento della dottrina economica europea, per cui l’Unione è pronta per il XXI secolo, come raccomandato dalla relazione Draghi. Di fronte all’incertezza globale senza precedenti e alla concorrenza sleale, l’industria europea può contare sulle disposizioni della presente legge per stimolare la domanda e garantire catene di approvvigionamento resilienti in settori strategici. Creerà posti di lavoro indirizzando il denaro dei contribuenti verso la produzione europea, riducendo le nostre dipendenze e rafforzando la nostra sicurezza economica e la nostra sovranità”.

 

 

 

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