Intelligenza Artificiale , oltre il 90% delle imprese italiane non riesce ancora a portarla a regime
Intelligenza ArtificialePRIMO PIANOREPORTS 4 Luglio 2026 digitalvoice
L’intelligenza artificiale è ormai entrata nelle strategie delle imprese italiane, ma nella maggior parte dei casi resta confinata alla fase sperimentale. Oltre il 90% delle aziende si trova infatti ancora in una fase esplorativa o di adozione parziale, senza un modello organizzativo in grado di trasformare i progetti pilota in soluzioni operative e scalabili.
Sulla base dei risultati emersi dalla survey è nato il nuovo Paper “AI Factory come modello di adozione dell’Intelligenza Artificiale”, a cura di Roberto Farina, Business Development Manager, Cefriel. Il paper evidenzia che l’Intelligenza Artificiale è ormai percepita come leva strategica dalle imprese, ma la sua adozione procede ancora spesso per iniziative isolate, che faticano a superare la fase sperimentale e a diventare parte stabile dei processi quotidiani.
La survey è stata realizzata da Cefriel su 35 aziende italiane medio-grandi, presentata nel paper “AI Factory come modello di adozione dell’Intelligenza Artificiale”. L’indagine, rivolta a CEO e CIO, evidenzia come l’AI sia considerata una leva strategica, ma non ancora una competenza consolidata all’interno delle organizzazioni.
Lo studio mette in luce anche una differenza di prospettive tra management e IT: i CEO vedono nell’AI uno strumento per ridurre le inefficienze e automatizzare i processi aziendali, mentre i CIO adottano un approccio più operativo, focalizzato su benefici graduali e misurabili. Un disallineamento che, secondo il report, rischia di rallentare i percorsi di trasformazione.
Tra i principali ostacoli emerge la debolezza dei modelli di governance. Nella maggior parte delle aziende le iniziative vengono sviluppate in modo isolato, senza una struttura dedicata o un coordinamento centrale, rendendo difficile il passaggio dalla sperimentazione all’adozione su larga scala.
Per superare questo limite, Cefriel propone il modello AI Factory, un approccio che punta a integrare l’intelligenza artificiale nei processi aziendali in modo stabile e continuativo, partendo dai bisogni di business e favorendo lo sviluppo di soluzioni sostenibili e scalabili.
“L’AI Factory – commenta Roberto Farina (FOTO) – non è un’iniziativa isolata né un centro tecnologico, ma una fabbrica di valore, orientata a rendere l’AI una capacità stabile e ripetibile dell’organizzazione. Per adottare in modo efficace l’AI occorre infatti passare da una logica di progetto ad una visione di percorso di trasformazione. Un fattore distintivo dell’AI Factory è proprio la sua capacità di trasformare in modo sistematico e continuativo bisogni di business in valore concreto, integrando aspetti tecnologici, organizzativi e di governance”.
Il paper presenta inoltre due casi applicativi: quello di EG Medical, che ha sviluppato un assistente virtuale a supporto della produzione, e quello del panificio Doper, che ha utilizzato l’AI per valorizzare e condividere il patrimonio di conoscenze aziendali, migliorando l’accesso alle informazioni anche in presenza di turnover o barriere linguistiche.
L’Instant Paper è disponibile a questo link: AI nelle imprese italiane: oltre il 90% fatica a portarla a regime – Cefriel


















