Intelligenza Artificiale e data center: la corsa all’energia tra rischi e opportunità per la sostenibilità
INNOVAZIONEIntelligenza ArtificialePRIMO PIANOREPORTSSOSTENIBILITA 16 Dicembre 2025 digitalvoice
L’intelligenza artificiale accelera la trasformazione digitale globale, ma porta con sé una sfida sempre più pressante: il fabbisogno energetico dei data center. Oggi queste infrastrutture assorbono circa l’1,5% dell’elettricità mondiale, una quota destinata a crescere rapidamente. Entro il 2030, secondo le stime più accreditate, il consumo elettrico complessivo dei data center potrebbe aumentare del 127%, passando dagli attuali 416 TWh a 946 TWh, mentre la capacità installata salirà da 97 GW nel 2024 a 226 GW.
È uno dei principali messaggi che emerge dal rapporto “Dare Energ-IA all’Italia. Data Center e intelligenza artificiale per la sostenibilità”, realizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) nell’ambito del progetto Energ-IA e presentato a Roma, nella Sala Salvadori di Palazzo Montecitorio, durante un convegno pubblico che ha coinvolto accademici, imprese e rappresentanti delle istituzioni. L’iniziativa è stata promossa con la partnership di AWS, Edison, GSE, ING e Terna.
Un mercato in forte espansione
Il settore dei data center vive una fase di crescita senza precedenti. A livello globale il mercato vale oggi circa 441 miliardi di euro, con un incremento del 24% solo nel 2024 e una prospettiva di crescita media annua del +7% fino al 2030. Gli Stati Uniti guidano la classifica con 141 miliardi di euro (32% del totale), seguiti da Cina (88 miliardi, 20%) e Unione europea (71 miliardi, 16%).
Anche l’Italia si prepara a un’accelerazione significativa: entro il 2030 il mercato dei data center potrebbe raggiungere i 10 miliardi di euro, mentre quello dell’intelligenza artificiale è stimato arrivare a 28 miliardi. A ottobre 2025 si contano 209 data center attivi, concentrati soprattutto nel Centro-Nord: Milano ne ospita 73, seguita da Roma (21) e Torino (11). Secondo Terna, le richieste di connessione alla rete hanno già toccato i 44 GW, di cui il 60% in Lombardia, un dato che evidenzia opportunità ma anche criticità legate alla saturazione delle reti e alla distribuzione territoriale.
Energia, costi e competitività
«La situazione italiana è diversa rispetto a Stati Uniti e Cina, sia per il minore sviluppo dell’IA sia per prezzi dell’elettricità più elevati», osserva Stefano da Empoli ( FOTO) , presidente di I-Com. «Questo però non significa che non si debba agire per attrarre capitali privati su tecnologie cruciali come quelle digitali ed energetiche. Solo una visione ampia, basata sulle evidenze, consente di coniugare sviluppo economico, sostenibilità e innovazione».
A livello globale, i data center rappresentano oggi uno dei segmenti a più rapida crescita dei consumi elettrici, con un incremento medio annuo del 12% negli ultimi cinque anni. Gli Stati Uniti assorbono il 44% dell’elettricità destinata a queste infrastrutture, seguiti da Cina (25%) ed Europa (16%). Nell’Unione europea i data center incidono per circa il 3% dei consumi elettrici totali, con casi emblematici come l’Irlanda, dove nel 2023 hanno raggiunto il 21%.
L’altra faccia dell’IA: efficienza e decarbonizzazione
Accanto all’aumento dei consumi, il rapporto mette in luce il ruolo dell’intelligenza artificiale come motore di efficienza e riduzione delle emissioni. Secondo l’IEA, un’adozione diffusa delle tecnologie di IA già disponibili potrebbe tagliare fino a 1,4 miliardi di tonnellate di CO₂ entro il 2035. Nel settore oil&gas, l’IA riduce gli errori di previsione del 25% e i costi fino al 10%, mentre il monitoraggio intelligente delle perdite di metano potrebbe evitare 2 milioni di tonnellate di emissioni all’anno.
Nelle reti elettriche, l’IA facilita l’integrazione delle rinnovabili, ottimizza i sistemi di accumulo e migliora la gestione della domanda. Cresce anche il suo impatto nella gestione idrica e nell’economia circolare: il mercato globale dell’IA applicata all’acqua passerà da 4,7 miliardi di dollari nel 2024 a 50,9 miliardi nel 2034, mentre i sistemi intelligenti per lo smistamento dei rifiuti potrebbero generare benefici economici fino a 217 miliardi di dollari l’anno entro il 2030.
Come sottolinea Antonio Sileo, direttore dell’Area Sostenibilità di I-Com, «l’accelerazione dei consumi digitali è una tendenza strutturale. Per l’Italia può diventare un’occasione strategica, a patto di saperla governare, anche per ottimizzare il sistema elettrico ed energetico».
La sfida, dunque, è tutta nel bilanciamento: sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale e dei data center contenendone l’impatto energetico, trasformando un potenziale problema in una leva decisiva per la transizione sostenibile.


















