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I fattori differenzianti dell’infrastruttura Multicloud di Retelit
I fattori differenzianti dell’infrastruttura Multicloud di Retelit

Multicloud Retelit – secondo appuntamento

La Digital Transformation esige la disponibilità di architetture IT flessibili, scalabili, affidabili, in grado di supportare le applicazioni più innovative e con i migliori rapporti prestazioni-costi.  Ecco perché sempre più aziende decidono di ricorrere in modo strategico al Multicloud; ma cosa significa avere un approccio autenticamente Multicloud? Significa semplicemente muoversi tra diversi ambienti connessi o è qualcosa di più? 

Dopo un’introduzione dedicata al percorso tracciato “dall’infrastruttura al dato”, continuiamo il nostro viaggio alla scoperta del Multicloud di Retelit esplorandone nel dettaglio l’infrastruttura e le caratteristiche tecniche distintive. Ne abbiamo parlato con Luca Cardone, Responsabile Marketing di Retelit, una persona che trasmette una viva passione per il suo lavoro e per la tecnologia e che ha seguito in tutte le fasi lo sviluppo del progetto.

La piattaforma Multicloud sviluppata da Retelit – accessibile all’indirizzo multicloud.retelit.it – si propone come riferimento per le aziende italiane interessate a investire nello sviluppo di ecosistemi complessi in cui più ambienti ICT e soluzioni software coesistono, garantendo migliori prestazioni e un’erogazione più efficiente delle risorse.  Come avevamo già accennato nel precedente articolo, infatti, il vero punto di forza dell’offerta Multicloud di Retelit sta proprio nella capacità di Governance dell’infrastruttura, nella possibilità cioè di orchestrare e gestire ambienti IT eterogenei e complessi in modo centralizzato. Alla base di questa capacità, sta innanzitutto una scelta tecnologica: quella di puntare su un ambiente di sviluppo opensource come OpenStack.  

Cominciamo da qui, Luca: cosa è OpenStack e perché lo avete scelto?

OpenStack è un progetto IaaS (InfrastructureasaService) Cloud Computing originariamente sviluppato da Rackspace Cloud e NASA; al progetto si sono aggiunte nel tempo oltre 500 società tra cui AT&T, Cisco, IBM, Red Hat, Huawei, Intel e tante altre ancora. Una potente community di sviluppo che ha consentito di creare un’infrastruttura cloud modulare ideale per il modello Multicloud che avevamo in mente. Nonostante esistessero già delle versioni “commerciali” di OpenStack (Red Hat fornisce la più importante), abbiamo deciso di investire tempo e risorse per creare il nostro modello di Public Cloud. Una soluzione unica per il mercato italiano resa possibile anche dalla partnership strategica con Huawei che ci ha consentito di integrare una versione di OpenStack fortemente customizzata per fornire soluzioni Public Cloud orientate sin da subito a supportare un approccio Edge Computing adatto ad abilitare nuove tecnologie IoT e 5G based.

Quali i vantaggi specifici legati all’utilizzo di OpenStack?

OpenStack lavora in modo specifico sulla gestione “orchestrata” delle tecnologie virtualizzate.  Il motore di virtualizzazione che opera all’interno di OpenStack e incorpora soluzioni di computing, storage, rete e sicurezza è KVM, ma se il cliente lo desidera, è possibile utilizzare anche virtualizzatori alternativi disponibili sul mercato. Questo è particolarmente interessante in ottica Hybrid Cloud, perché consente alle macchine del cliente, sia fisiche che virtualizzate da diversi virtualizzatori come KVM e VMWARE (sia in ambienti privati quali Data Center prioritari del cliente, sia nei  Data Center commerciali), di comunicare con i Public Cloud. Parlando in termini tecnici un po’ più specifici, a differenza di soluzioni di altri competitor basate su VMWARE – che supportano sostanzialmente solo IaaS (Infrastructure as a Service) – con OpenStack è possibile integrare ambienti eterogenei e implementare soluzioni PaaS (Platform as a Service), quali SAP o i sistemi e-commerce, Big Data, CRM, ERP, e SaaS (Software as a Service), quindipiattaforme IoT, Machine Learning, Big Data Analytics.

Qual è la vostra idea di Multicloud, quindi, e in cosa si differenzia dagli altri?

Per “Multicloud” in Retelit intendiamo la possibilità di gestire, da un’unica piattaforma, soluzioni di Cloud Ibridi in logica end-to-end, offrendo la più ampia copertura dei modelli di erogazione dei servizi IT e la massima flessibilità. Soluzioni che comprendono non solo la connettività verso i servizi Cloud e nei Data Center ma anche l’orchestrazione e la capacità di gestire infrastrutture in più Cloud Pubblici erogati da Retelit e da fornitori come Amazon Web Services, Microsoft Azure ecc.

In altre parole, il nostro Multicloud risponde all’esigenza di integrare e non semplicemente connettere diversi mondi (Public, Private e legacy): con la nostra piattaforma infatti il cliente è sempre in grado di orchestrare, da un unico pannello, ogni singola funzionalità e ogni singola macchina in qualunque ambiente. Una soluzione pressoché unica in Italia dato che ANTHOS, la piattaforma annunciata da Google, segue un’impostazione analoga, ma per ora è limitata alla gestione dei container su vari Public Cloud.

E per quanto riguarda la vostra infrastruttura. Che valore aggiunto porta al progetto?

Il fattore distintivo della connettività proprietaria – asset di cui normalmente i cloud provider non dispongono – offre importanti vantaggi: la capillarità sul territorio (la rete di Retelit si sviluppa per oltre 12.500 chilometri e collega le aree più popolate e industrialmente strategiche della Penisola), la bassa latenza, che consente di migliorare decisamente la user experience delle applicazioni, ma anche l’innegabile vantaggio di interagire con un unico interlocutore capace di offrire soluzioni avanzate anche in termini di architettura di rete. Penso in particolare alla nostra offerta SD-WAN che permette di distribuire il traffico in modo dinamico su più reti di diversa tipologia, scegliendo di volta in volta, grazie all’intelligenza software defined, dove indirizzare gli applicativi cloud. Consideriamo inoltre che la piattaforma viene erogata attraverso due Data Center, quello di Milano Supernap (Tier IV) e il nostro a Bologna, strutture certificate per la PA che consentono ai nostri clienti di ospitare i loro servizi SaaS senza dover pensare alle certificazioni.

Torniamo un attimo sul concetto di orchestrazione, quali sono nel concreto i vantaggi?

I tools di orchestrazione del Multicloud di Retelit permettono ai nostri clienti di individuare le “pieghe” del sistema in cui si annidano costi nascosti e di disporre di soluzioni scalabili con costi certi e prestazioni allineate con le reali necessità richieste dalla specifica applicazione. L’autoscaling dell’infrastruttura nelle region di Amazon o Azure, ad esempio, si può fare in modo immediato, operando direttamente dalla piattaforma, per sfruttare al meglio i modelli di pricing offerti dai due Public Cloud.

Rimanendo sempre nel concreto, cosa si può fare con il Multicloud di Retelit?

Prima di tutto è possibile gestire IaaS ma con le logiche del Public Cloud. Si procede acquistando i flavour che più si addicono alla soluzione che si desidera, esattamente come si fa ad esempio con l’ambiente Amazon. Esiste inoltre la possibilità di disporre di storage di vario tipo (SSD, SAS tradizionale, Object Storage) da pagare ovviamente in base al consumo. Sono già “embeddate” nativamente le soluzioni di Backup, Disaster Recovery sia tra due Region che tra ambienti privati e il Multicloud, Networking (IP, Firewall, WAF), DDoS mitigation; tutto gestito da un’unica console. Infine abbiamo le funzionalità di Autoscaling e Load Balancing completamente personalizzabili. Queste ultime in particolare non sono abitualmente disponibili nelle infrastrutture convenzionali, bensì vanno implementate ad hoc, attivando procedure costose e complicate.

Sempre più spesso le aziende stanno spingendo lo sviluppo dei microservizi, la piattaforma Retelit gestisce anche i container? Come?

Per le aziende che gestiscono applicazioni containerizzate, la piattaforma Retelit mette a disposizione la suite Cloud Container Engine, una soluzione ad alte prestazioni e affidabilità che utilizza le applicazioni e gli strumenti nativi di Kubernetes e Docker per configurare e gestire l’ambiente di runtime del container sul cloud. I Container, sono normalmente disponibili in ambienti Public Cloud (ad es. Amazon) e quindi “esterni”; La piattaforma di Cloud Container Engine è perfettamente integrata e permette infatti di orchestrare le infrastrutture e quindi di creare e implementare le applicazioni del cliente da un’unica console. Inoltre, esistono meccanismi di Platform Automation utilizzando un motore chiamato vApp (Virtual Application) che consente, ad esempio, di creare un e-commerce orchestrando in maniera autonoma le risorse infrastrutturali (firewall, load balancer, front end, back end, cms, database) sulla base delle proprie necessità. Per fare questo normalmente si procederebbe installando e assemblando manualmente le varie risorse infrastrutturali, mentre grazie alle vApp la soluzione viene costruita in real time ed è subito pronta all’utilizzo, dalle macchine ai template: una reale PaaS. Tutto questo avviene tramite la piattaforma di gestione chiamata MANAGE ONE da cui si ha modo di vedere tutte le macchine virtuali e gestirle completamente in modo agile.  Le vApp oltre ad essere private, possono essere anche pubbliche e costituiscono un asset di offerta fondamentale del nostro Marketplace, dove troviamo anche soluzioni SaaS di nostri partner basate su vApp in grado di abilitare progetti di IoT, Artificial Intelligence, Machine Learning, Application Development e Big Data.

***

Nel prossimo numero di questo speciale approfondiremo proprio le caratteristiche del Marketplace attivato all’interno della piattaforma Multicloud per coprire in modo dinamico le esigenze delle aziende clienti a 360° gradi.

 

(continua)

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