Giustizia e sociale più vicini ai cittadini: arriva G-Prox, il nuovo sistema digitale della Liguria sviluppato da Liguria Digitale
ICTINNOVAZIONEIntelligenza ArtificialePRIMO PIANOTECH 25 Settembre 2025 digitalvoice
Meno burocrazia, tempi più rapidi e pratiche gestite con un click. È questo lo spirito di G-Prox, il nuovo sistema digitale per la gestione delle pratiche giudiziarie in ambito sociosanitario, presentato oggi dalla Regione Liguria insieme a Liguria Digitale e al Tribunale di Genova.
La piattaforma, che fa della Liguria una regione pilota a livello nazionale, mette in rete tribunali, servizi sociali e professionisti con un obiettivo chiaro: rendere più semplice e immediato l’accesso alla giustizia per famiglie, persone fragili e amministratori di sostegno.
Con G-Prox diventa possibile trasmettere online atti e richieste che fino a ieri richiedevano file agli sportelli o viaggi in tribunale: dai Trattamenti Sanitari Obbligatori alle nomine di amministratori di sostegno, fino alle autorizzazioni per espatrio di minori in caso di separazioni o divorzi. Tutto si potrà fare da remoto, accedendo con SPID, Carta d’Identità Elettronica o CNS.
Per i cittadini significa meno spostamenti, più comodità e la possibilità di ricevere assistenza tramite chat sicura. Per gli operatori sociali e gli amministratori di sostegno vuol dire gestire documenti, rendiconti e firme digitali in modo veloce e tracciato, con un risparmio concreto di tempo e risorse.
Il nuovo sistema porta vantaggi anche ai tribunali: pratiche già uniformate e digitali, più facili da archiviare, con la possibilità di usare anche strumenti di intelligenza artificiale per velocizzare le valutazioni.
La Liguria è la prima regione a introdurre G-Prox, ma il modello è già in sperimentazione in Sardegna e Abruzzo, con l’obiettivo di diventare presto un riferimento per tutta Italia.
«Il nostro punto fermo è mettere il cittadino al centro – ha dichiarato il presidente della Regione Liguria Marco Bucci – con G-Prox semplifichiamo la vita quotidiana delle persone e rendiamo più efficiente un settore delicato come quello delle pratiche sociosanitarie».
Soddisfatta anche la sindaca di Genova Silvia Salis: «Questo progetto riduce la burocrazia e migliora concretamente la vita di chi ha bisogno di assistenza, rendendo la giustizia più accessibile e inclusiva».
Per il presidente del Tribunale per i Minorenni di Genova, Domenico Pellegrini, G-Prox rappresenta «un’occasione per rendere più rapide e moderne le comunicazioni tra giustizia ed enti territoriali, con prospettive di estensione a molti altri soggetti e servizi pubblici».
“G-Prox è un esempio tangibile di come la tecnologia possa migliorare la vita delle persone, anche in ambiti delicati come quello sociosanitario e giudiziario” – afferma Enrico Castanini (FOTO di seguito ) , direttore generale di Liguria Digitale. “Abbiamo lavorato per creare una piattaforma sicura e intuitiva, che consenta a cittadini e
operatori di risparmiare tempo e ridurre gli spostamenti, migliorando al contempo l’efficienza dei servizi. E per questo voglio ringraziare tutti gli attori che hanno partecipato: il Ministero, la Regione, i Comuni, le Asl, le aziende ospedaliere e ovviamente i Tribunali, in particolare quello di Genova nella persona del giudice Domenico Pellegrini, vero motore e anima del progetto. Con questo ulteriore passo, Liguria Digitale si conferma un’eccellenza, riconosciuta a livello nazionale, nell’ambito dell’innovazione digitale al servizio dei cittadini.”
Castanini ha concluso con un concetto che condividiamo , “Questo nuovo sistema deve essere un ausilio ma non deve sostituire l’uomo”.
È un punto molto importante, e tocca il cuore del dibattito su tecnologia e diritti. Un sistema come G-Prox è pensato per alleggerire la burocrazia e accelerare i processi, ma non potrà mai sostituire il ruolo umano nei procedimenti giudiziari e sociosanitari. L’uomo resta insostituibile perché porta con sé empatia, capacità di valutazione etica, discernimento e responsabilità: elementi che nessuna piattaforma digitale, per quanto evoluta, potrà replicare.
La tecnologia deve quindi essere intesa come strumento di supporto, un “alleato silenzioso” che libera tempo e risorse ai professionisti, consentendo loro di concentrarsi sulle decisioni più delicate, sull’ascolto delle persone e sulla personalizzazione dei percorsi di assistenza o giudizio.
In altre parole, G-Prox e strumenti simili hanno senso solo se rafforzano il lavoro dell’uomo, non se lo rimpiazzano. È qui che si gioca la sfida: costruire una giustizia digitale che resti profondamente umana.
La tecnologia deve essere un ausilio, non un sostituto: semplificare i procedimenti significa restituire tempo e valore all’uomo, che resta l’unico vero interprete della giustizia e delle fragilità sociali.
NELLA FOTO di apertura : Al centro Elisabetta Vidali , Presidente Corte d’Appello di Genova, a destra Enrico Zucca , Procuratore Generale di Genova, a sinistra Enrico Castanini, Direttore Generale di Liguria Digitale




















