EY: fiducia in crescita nelle infrastrutture italiane, boom per progetti greenfield ed energia rinnovabile
EY INNOVAZIONEIntelligenza ArtificialePRIMO PIANOREPORTSSOSTENIBILITA 10 Settembre 2025 digitalvoice
Il settore infrastrutturale italiano continua ad attrarre capitali e a rafforzare la propria centralità nel panorama europeo. È quanto emerge dall’EY Italy Infrastructure Barometer 2025, che fotografa un mercato in espansione e un clima di fiducia in aumento tra investitori e operatori.
Secondo lo studio, realizzato su un campione di dirigenti di grandi imprese, fondi infrastrutturali, istituti finanziari e private equity attivi a livello globale, due intervistati su tre (66%) prevedono nei prossimi 12 mesi un incremento della concorrenza per gli investimenti in infrastrutture e per i relativi finanziamenti: un segnale di vitalità per l’intero comparto.
Gli investimenti si concentrano soprattutto su progetti greenfield, ossia in fase di sviluppo: il 36% degli operatori ha allocato oltre il 30% del proprio portafoglio in questa direzione, con l’86% che dichiara performance in linea con le attese. Dal punto di vista geografico, il Nord Italia si conferma il polo più attrattivo (45%), seguito dal Centro (36%) e dal Sud (19%).
A sostenere la crescita contribuiscono anche nuove leve normative e finanziarie, come i decreti FER 2 e FER X per le rinnovabili e il meccanismo MACSE che avvia aste per i sistemi di accumulo con contratti quindicennali. A ciò si aggiungono accordi e partenariati strategici con altri Paesi, che ampliano il bacino di capitali e rafforzano la cooperazione tecnologica in settori cruciali come sicurezza energetica e innovazione.
Non meno rilevante il ruolo della tecnologia: il 38% degli operatori vede nell’intelligenza artificiale una leva di sviluppo (+7% rispetto al 2024), con applicazioni che spaziano dalla manutenzione predittiva all’ottimizzazione della rete energetica, fino alla gestione smart della mobilità.
Infine, la sostenibilità si consolida come driver competitivo: solo il 13% delle aziende ammette di non considerare i criteri ESG nella selezione degli asset, mentre cresce l’attenzione a climate change, carbon neutrality e sostenibilità sociale. Un segnale che conferma come l’infrastruttura del futuro, in Italia, sarà sempre più green, digitale e resiliente.
Marco Daviddi (FOTO) , Managing Partner EY-Parthenon, Italia, commenta: “I nostri dati mostrano come l’Italia stia accelerando nella modernizzazione delle reti e nella transizione energetica. Innanzi tutto, è in forte miglioramento, negli ultimi anni, la percezione della qualità delle infrastrutture in Italia (il 78% le considera in linea con la media europea, in aumento di oltre il 10% rispetto al 2024). Inoltre, cresce l’asset allocation verso progetti cosiddetti greenfield (ora al 36%, +10% rispetto allo scorso anno). Questi sono segnali di un ecosistema che è in grado di attrarre capitali nazionali e internazionali su iniziative progettuali che hanno, per loro caratteristiche, orizzonti di medio-lungo termine. Permangono, ad ogni modo, alcuni punti di attenzione sul tema procedure autorizzative, in quanto la “burocrazia” è indicata dall’85% degli operatori come principale freno agli investimenti infrastrutturali. Questo è un tema complesso, perché gli investimenti infrastrutturali possono determinare impatti che richiedono approfondite valutazioni ex ante, ma occorre continuare a lavorare per garantire agli investitori e operatori certezza regolatoria per sostenere l’evoluzione dei progetti in corso e futuri. In questo contesto, il ruolo dell’Italia come hub infrastrutturale in Europa può certamente rafforzarsi, specie nei settori dell’energia, dei trasporti e dei data center e, guardando al futuro, lo sviluppo dell’agenda infrastrutturale nazionale resta centrale per la strategia economica del Paese e per guidare la crescita di lungo periodo”.
Daniele Ruggeri, Infrastructure Partner di EY Parthenon, Italia, commenta: “Dalla nostra survey si evidenzia un mercato infrastrutturale italiano in forte evoluzione, con una domanda solida per il comparto energetico e un recupero significativo nei trasporti (19%). Il settore energetico, infatti, e in particolare l’ambito delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, guida le intenzioni d’investimento (35%), in linea con lo scorso anno. Inoltre, la sostenibilità si conferma un driver imprescindibile in quanto solo il 13% degli operatori dichiara di non considerare i criteri ESG nella valutazione degli asset. Parallelamente, l’adozione dell’intelligenza artificiale (38%) si afferma come leva strategica per efficienza, resilienza di rete e manutenzione. A supporto di questo scenario, strumenti come i decreti FER X e FER 2 o ancora il meccanismo MACSE per i sistemi di accumulo contribuiscono a rendere i progetti più solidi, ampliando l’accesso ai capitali e rafforzando la capacità di attrarre investitori.”



















