E-commerce, meno aziende ma più solide: crescita trainata da micro imprese e Sud
PRIMO PIANOREPORTS 6 Maggio 2026 digitalvoice
Nel 2026 l’e-commerce italiano rallenta ma si rafforza. Le imprese attive scendono da 91.000 a 87.000 (-4,4%), con 21.717 nuovi ingressi a fronte di oltre 23.000 uscite. Oltre il 90% delle realtà online è rappresentato da micro e piccole imprese, sempre più protagoniste della crescita, mentre il Sud si conferma l’area più dinamica nella diffusione dei canali digitali.
I dati dell’Osservatorio realizzato da Netcomm in collaborazione con Cribis, presentati al Netcomm Forum 2026, descrivono un mercato più selettivo ma anche più solido. Le società di capitale con e-commerce, pari al 54% del totale, generano infatti oltre il 96% del fatturato e mostrano performance migliori della media nazionale, con utili più diffusi e rischiosità quasi dimezzata.
“I dati evidenziano un passaggio chiave: l’e-commerce italiano entra in una fase di maturità selettiva, in cui conta la sostenibilità dei modelli di business”, spiega Roberto Liscia (FOTO), Presidente di Netcomm. “Oggi non basta essere online: servono competenze, efficienza operativa e capacità di investimento”.
Sulla stessa linea Marco Preti AD di Cribis : “Le micro e piccole imprese rappresentano il 90% delle aziende con e-commerce e mostrano grande vitalità, ma il mercato è sempre più competitivo. Per restare occorre investire in persone, tecnologie e integrazione tra canali”.
Dal punto di vista settoriale, crescono arredamento, cosmetica e giocattoli, mentre calano turismo, ticketing ed editoria. Fashion e food restano i comparti più rilevanti in valore assoluto. Aumenta anche la maturità digitale delle imprese e l’uso dei social (83% presenti), con Instagram in forte espansione.
Il quadro che emerge è quello di un ecosistema ancora frammentato ma in consolidamento: meno operatori, ma più strutturati e competitivi, in un contesto dove innovazione, multicanalità e investimenti diventano determinanti per la sopravvivenza.



















