Digitalizzazione: la storia delle famiglie italiane a portata di click nel Portale “Antenati” del Ministero della Cultura
PRIMO PIANO 19 Gennaio 2026 digitalvoice
La memoria collettiva del Paese diventa sempre più accessibile e condivisa. Con il Portale Antenati, il Ministero della Cultura mette online quasi 155 milioni di documenti conservati negli Archivi di Stato, offrendo a cittadini, studiosi e italo-discendenti nel mondo uno strumento gratuito per riscoprire le proprie radici e valorizzare uno dei patrimoni culturali più ricchi d’Italia.
Antenati è la piattaforma digitale attraverso cui il Ministero della Cultura, guidato da Alessandro Giuli (FOTO) , rende consultabili i registri dello Stato civile italiani. Il progetto nasce nel 2011 all’interno di un più ampio programma di digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio archivistico nazionale e rappresenta oggi un pilastro delle politiche di accesso e promozione dei beni culturali.
Il portale si rivolge a un pubblico ampio e trasversale: dai cittadini interessati alla storia della propria famiglia ai ricercatori, fino alle comunità di discendenti di italiani residenti all’estero, che possono consultare fonti ufficiali senza doversi recare fisicamente negli archivi. Un interesse confermato dai numeri: nel 2025 il sito è stato consultato da oltre 1,8 milioni di utenti.
Attraverso Antenati è possibile accedere alle immagini digitalizzate degli atti di nascita, matrimonio e morte a partire dagli inizi dell’Ottocento, con alcuni Archivi che conservano documentazione risalente anche al XVIII secolo. Solo nel 2025 sono state aggiunte oltre 7 milioni di nuove immagini disponibili online. La consultazione è supportata da strumenti di ricerca per nomi, luoghi e periodi storici, oltre a guide e approfondimenti utili a comprendere il contesto storico e amministrativo delle fonti.
Il portale ospita inoltre la sezione “Storie di famiglia”, che raccoglie testimonianze dirette di esperienze di ricerca genealogica, contribuendo a rafforzare il legame tra documenti d’archivio e vissuto personale.
Con Antenati, il Ministero della Cultura prosegue il percorso di apertura degli archivi al grande pubblico e conferma la digitalizzazione come leva strategica per la valorizzazione dei siti culturali statali, il rafforzamento dell’identità nazionale e la promozione di una cittadinanza consapevole fondata sulla conoscenza della propria storia.

















