Deloitte: India snodo strategico per le imprese italiane tra infrastrutture, IA e manifattura avanzata
INNOVAZIONEIntelligenza ArtificialePRIMO PIANOREPORTS 22 Gennaio 2026 digitalvoice
Infrastrutture urbane, manifatturiero avanzato, bioeconomia e intelligenza artificiale: sono questi i settori chiave su cui si aprono nuove opportunità per le aziende italiane in India, secondo il paper “Italy and India: Partnering for a Shared Future” realizzato dal Public Policy & Stakeholder Relations Centre di Deloitte.
Lo studio analizza una delle economie più dinamiche al mondo, che genera il 17% della crescita del PIL globale e si prepara a diventare nel 2026 la quarta economia mondiale, con un tasso di crescita stimato al 6,2%. A rafforzare il quadro: 470 miliardi di dollari di investimenti diretti esteri nell’ultimo decennio, una popolazione di 1,4 miliardi di abitanti e una forza lavoro tra le più giovani e qualificate, in particolare nell’intelligenza artificiale, settore in cui l’India è seconda solo agli Stati Uniti.
Il paper è stato presentato a Roma nel corso del primo appuntamento delle Institutional Breakfast, ciclo di incontri a porte chiuse promosso da Deloitte con International Strategic Network (ISN) e Associated Medias Press Agency (AMPA), per rafforzare il dialogo tra istituzioni e imprese sui mercati strategici per l’export italiano. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il CEO di Deloitte Italia Fabio Pompei, l’Ambasciatrice indiana in Italia Vani Rao, rappresentanti istituzionali e grandi aziende.
Fabio Pompei (FOTO) ha dichiarato “Da questo primo appuntamento dedicato all’India è emerso che la partnership tra i due Paesi non è più una prospettiva futura, ma sta già generando interessanti opportunità. Come Deloitte mettiamo al servizio delle aziende competenze, analisi e relazioni per aiutarle a orientarsi in questo mercato chiave”.
L’India rappresenta oggi un partner commerciale sempre più rilevante: l’interscambio con l’UE ha raggiunto i 130 miliardi di euro, mentre quello con l’Italia ha toccato i 14 miliardi nel 2024, con l’obiettivo di arrivare a 20 miliardi entro il 2029. Oltre 800 imprese italiane sono già presenti nel Paese, con circa 60 mila addetti e un fatturato complessivo vicino ai 12 miliardi di dollari.
Secondo Deloitte, entro il 2035 la manifattura potrebbe superare il 25% del PIL indiano, mentre la bioeconomia – cresciuta da 10 miliardi nel 2014 a oltre 165 miliardi nel 2024 – rappresenta un’opportunità strategica anche per la diversificazione delle filiere farmaceutiche europee. Forte anche il fabbisogno di infrastrutture urbane, con investimenti stimati in 840 miliardi di dollari entro il 2047.
Un ruolo decisivo potrà essere giocato dall’accordo di libero scambio UE-India, attualmente in fase avanzata di negoziazione, insieme alle iniziative di cooperazione bilaterale come il Joint Strategic Action Plan 2025-2029 e il corridoio IMEC. Secondo Deloitte, il rafforzamento del partenariato pubblico-privato sarà la leva chiave per trasformare la crescita indiana in opportunità concrete per il sistema produttivo italiano.

















