Data breach e crittografia: quattro domande chiave per capire l’emergenza sicurezza
AZIENDEICTINNOVAZIONEREPORTSTECH 2 Dicembre 2025 digitalvoice
Di Jocelyn Krystlik, B.U. Manager presso Stormshield
Qual è lo stato attuale delle violazioni di dati in Italia?
Nella sua Relazione annuale 2024 il Garante per la protezione dei dati personali (GPDP) ha registrato un totale di 2.204 notifiche di violazione dei dati personali (data breach) da parte di soggetti pubblici e privati con un incremento dell’8% rispetto al 2023. Gli incidenti hanno coinvolto sia il settore pubblico (498 casi) sia, soprattutto, quello privato (1.706), confermando una crescita costante delle esposizioni.
Quali sono le principali cause degli attacchi e quali esempi rilevanti emergono?
Le violazioni dovute a intrusioni informatiche – hackeraggio, ransomware e malware – sono aumentate del 53%. Molti attacchi sfruttano vulnerabilità note o credenziali compromesse. Emblematico il caso Postel S.p.A., sanzionata con 900.000 euro dopo un ransomware che ha interessato 25.000 soggetti, evidenziando l’impatto di una gestione carente della sicurezza.
Perché la crittografia rappresenta oggi una misura imprescindibile?
La crittografia assicura che i dati siano illeggibili a terzi non autorizzati, ma è efficace solo se implementata end-to-end e con chiavi di cifratura sotto il controllo dell’organizzazione. Questo è particolarmente rilevante per le “categorie particolari di dati personali”, che non dovrebbero mai essere conservate o trasferite in chiaro.
In che modo l’evoluzione tecnologica, in particolare la computazione quantistica, inciderà sulla sicurezza dei dati?
La futura disponibilità di computer quantistici potrà rendere vulnerabili gli attuali sistemi crittografici, alimentando il rischio “store now, decrypt later”: furti di dati oggi, decifrabili domani. Per questo le organizzazioni devono già ora adottare crittografia end-to-end e prepararsi alla crittografia post-quantistica, rafforzando tempestivamente la propria resilienza.
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