Dalla reattività al vantaggio competitivo: l’Agentic AI come acceleratore di performance IT
AZIENDEICTINNOVAZIONEIntelligenza Artificiale 14 Novembre 2025 digitalvoice
Il punto di Antonio Burinato (Foto) , Direttore Generale di Innovaway
Il mercato ICT in Italia sta vivendo una fase di trasformazione. Dati recenti, come quelli presentati nel rapporto “Il Digitale in Italia 2025” di Anitec-Assinform, indicano una crescita del 3,7%, significativamente superiore a quella del PIL nazionale, per un valore di 81,6 miliardi di euro nel 2024. A trainare la corsa sono i “Digital Enabler”: cloud, cybersecurity e, soprattutto, intelligenza artificiale.
Questo scenario dinamico ha però un rovescio della medaglia: una complessità infrastrutturale senza precedenti. Ambienti multi-cloud ibridi, la proliferazione di dispositivi IoT, la gestione di volumi di dati crescenti e l’inadeguatezza dei modelli di sicurezza perimetrale rendono i modelli operativi tradizionali semplicemente insostenibili.
Per decenni, il mondo dei servizi IT è stato dominato da un paradigma reattivo, noto come “Break-Fix”. Un modello basato su ticket, flussi di lavoro frammentati e conseguente frustrazione degli utenti, dove il successo si misurava sulla velocità di risoluzione di un problema già manifesto. Oggi, questo approccio non è solo inefficiente, è un freno al business.
L’evoluzione del mercato: da MSP a Partner Predittivo
Il cambiamento fondamentale del mercato dei servizi IT è il passaggio da questa gestione reattiva a una pianificazione predittiva. Non si tratta più di “riparare ciò che non funziona”, ma di “prevedere e prevenire”. Questa evoluzione non è un’utopia tecnologica, ma una necessità di mercato che sta ridefinendo il ruolo stesso degli MSP (Managed Services Provider).
Il mercato globale degli MSP, che secondo le stime di Mordor Intelligence raggiungerà i 390 miliardi di dollari nel 2025, non cresce più solo sull’esternalizzazione dei costi. Lo sviluppo è trainato anche da una domanda diversa: le aziende cercano partner strategici capaci di abilitare la trasformazione digitale dominando la complessità tecnologica.
Il successo di un MSP moderno si sposta quindi dalla risoluzione reattiva alla proattività. L’obiettivo diventa anticipare e risolvere i problemi prima che abbiano un impatto sull’utente finale, mantenendo una salute continua del sistema e ottimizzandone costantemente le prestazioni. È l’evoluzione verso quello che gli analisti definiscono “MSP 3.0”: un modello fondato sull’automazione guidata dall’AI e sull’integrazione nativa della sicurezza.
Gli elementi chiave della trasformazione: piattaforme unificate e Agentic AI
Come si realizza questa transizione? Attraverso due pilastri tecnologici fondamentali:
1 ) La base: piattaforme di governance unificate
L’era degli strumenti verticali e isolati (“Ticket-Based Tools”) è finita. Per governare la complessità attuale è indispensabile una piattaforma unificata. Questa piattaforma funge da “sistema nervoso centrale”, gestendo in modo sicuro l’intero portafoglio tecnologico aziendale e, soprattutto, supervisionando l’intero ciclo di vita degli asset: dalla loro acquisizione e deployment fino alla dismissione finale. Avere una visibilità quasi in tempo reale sull’inventario, la compliance, il patching e lo stato di ciascun asset – compresi quelli in fase di decommissioning – è il prerequisito essenziale. Garantisce che sicurezza e conformità siano mantenute costantemente, fornendo la base dati su cui l’intelligenza artificiale può operare.
2 ) Il motore: L’AI “Agentic” al centro
L’Intelligenza Artificiale è il vero “game changer”. Sebbene il 2025 sia stato definito l’anno dell’AI e il mercato italiano del settore sia esploso (oltre 900 milioni di euro, +38,7% sul 2023), l’adozione da parte delle imprese italiane è ancora sorprendentemente bassa (solo l’8,2%). Il punto chiave, tuttavia, non è se usare l’AI, ma come. Molte soluzioni sul mercato trattano l’AI come un “add-on”. L’approccio realmente trasformativo consiste nell’usare piattaforme progettate nativamente con l’Agentic AI al centro. Come confermano analisti come Gartner e McKinsey, gli “Agenti AI” sono la prossima frontiera: sistemi capaci di eseguire compiti complessi multi-step senza supervisione umana diretta. Applicata alla gestione dei servizi IT, l’Agentic AI non si limita a suggerire una soluzione: la esegue. Questo permette la creazione di veri ecosistemi “Self-Healing” (auto-riparanti).
I benefici di un ambiente “Self-Healing”
Spostare il focus dalla reazione alla predizione, sfruttando piattaforme unificate e Agentic AI, genera risultati di business tangibili e misurabili:
- Riduzione Drastica dei tempi di inattività (Downtime): i problemi vengono risolti automaticamente, spesso prima che l’utente se ne accorga. Questo abbatte i tempi di ripristino, il “Mean Time to Resolution” (MTTR);
- Efficienza operativa e focus strategico: automatizzando le attività di routine e la risoluzione dei problemi, i team IT vengono liberati dalla gestione continua delle emergenze. Possono così dedicarsi a iniziative strategiche che portano reale valore al business;
- Resilienza e adattabilità: l’infrastruttura diventa più robusta e adattiva, capace di gestire guasti inaspettati senza interruzioni del servizio
- Ottimizzazione dei costi (TCO): riducendo la necessità di intervento manuale, si abbassano i costi operativi e quindi il costo totale (TCO) dell’infrastruttura.
In sintesi, la gestione IT sta vivendo un’evoluzione radicale. La proposta a valore di un Managed Services Provider moderno risiede proprio nella capacità di orchestrare questa combinazione di best practice di servizi gestiti e l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate. L’obiettivo finale non è più soltanto “mantenere l’infrastruttura operativa”, ma offrire un servizio resiliente, sicuro, adattivo e data-driven, in cui l’IT evolve da centro di costo a motore predittivo di efficienza e innovazione, evolvendo da un modello “Break-Fix” a una strategia di “Predict and Prevent”.
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