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Cyber Europe 2026, maxi esercitazione Ue: 5.000 esperti testano la risposta agli attacchi contro trasporti e infrastrutture critiche
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Circa 5.000 esperti di cybersicurezza hanno partecipato il 10 e 11 giugno a Cyber Europe 2026, la più grande esercitazione informatica a livello europeo dedicata alla gestione di crisi cyber che colpiscono le infrastrutture critiche dei trasporti.

L’iniziativa, organizzata da ENISA, ha rappresentato anche il primo test operativo del Programma dell’Unione europea per la cibersicurezza 2025, il quadro che definisce ruoli, responsabilità e procedure di coordinamento in caso di gravi incidenti informatici.

Lo scenario simulato prevedeva un attacco cyber su larga scala contro le reti ferroviarie e marittime europee, con pesanti ripercussioni operative e una progressiva escalation fino a una vera e propria crisi di cibersicurezza. All’esercitazione hanno preso parte specialisti del settore pubblico e privato, decisori politici, istituzioni europee, rappresentanti dell’industria e partner internazionali provenienti da Regno Unito, Norvegia, Svizzera e Ucraina.

Tra gli elementi chiave della simulazione anche il collaudo della Cybersecurity Reserve, la riserva europea di cybersicurezza istituita dal regolamento sulla cibersolidarietà per fornire supporto agli Stati membri nella risposta agli incidenti informatici più gravi.

Le lezioni apprese da Cyber Europe 2026 contribuiranno a rafforzare ulteriormente il sistema europeo di gestione delle crisi cyber e a integrare la sicurezza informatica nei più ampi meccanismi di preparazione e risposta alle emergenze dell’Unione europea.

Henna Virkkunen (FOTO) , Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato: “I trasporti sono essenziali per la nostra economia e la nostra vita quotidiana, ma sono anche un bersaglio delle minacce informatiche. Quando vengono colpiti i porti o le ferrovie, gli effetti possono andare ben oltre i trasporti, perturbando il commercio, la mobilità militare e la risposta alle crisi. Poiché le minacce ibride rendono meno netta la linea di demarcazione tra infrastrutture civili e militari, la preparazione non è facoltativa. Le minacce informatiche attraversano le frontiere in una manciata secondi. L’Europa deve essere in grado di agire con la stessa rapidità, insieme ai suoi partner più stretti.”

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