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Crisi del Golfo : il  capitale mediorientale in Italia è in quasi 4mila imprese partecipate per oltre 400 milioni
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Sono 3.839 le imprese italiane che vedono la presenza di soci provenienti dal Medio Oriente e dall’area del Golfo Persico. Il valore complessivo delle partecipazioni detenute da investitori residenti in questa regione ammonta a circa 415 milioni di euro. È quanto emerge dall’analisi aggiornata al 31 dicembre scorso realizzata da InfoCamere, che ha incrociato i dati del Registro delle Imprese per delineare il peso effettivo di questi capitali nel sistema produttivo nazionale.

L’analisi evidenzia una forte concentrazione geografica degli investimenti. Gli Emirati Arabi Uniti guidano la classifica con il 40,8% del capitale totale investito in Italia, pari a circa 170 milioni di euro. Segue il Qatar, che con una quota del 20% (83,4 milioni) si distingue per una strategia più selettiva e concentrata: gli investimenti qatarioti sono infatti distribuiti su sole 32 società, con una dimensione media delle partecipazioni significativamente più elevata rispetto agli altri paesi.

Più frammentata la presenza degli altri attori dell’area: Israele rappresenta il 14,3% del totale (59 milioni di euro), il Libano il 10,2% (42,3 milioni), mentre Arabia Saudita e Iran si attestano rispettivamente al 5,2% (circa 22 milioni) e al 5% (20,8 milioni). Residuale, ma comunque significativa, la quota degli altri sei paesi – dal Bahrein al Kuwait – che insieme raggiungono il 4,4% del totale, pari a circa 18,2 milioni di euro.

«Il Registro delle Imprese è uno strumento essenziale per leggere in tempo reale la geografia degli investimenti esteri nel tessuto produttivo italiano», ha dichiarato il presidente di InfoCamere, Antonio Santocono (FOTO) . «I dati restituiscono un quadro puntuale e inedito: quasi 4mila imprese partecipate per oltre 400 milioni di euro non rappresentano una presenza episodica, ma una componente strutturata del nostro sistema economico».

Dal punto di vista settoriale, gli investimenti mediorientali mostrano un orientamento deciso verso comparti ad alta intensità di capitale e contenuto tecnologico. Il settore manifatturiero assorbe la quota maggiore, con 185 milioni di euro, pari al 44,6% del totale. Rilevante anche il comparto dei trasporti e della logistica, che raccoglie partecipazioni per 52,3 milioni (12,6%).

Confermata inoltre l’attenzione per le attività finanziarie e assicurative: in questo ambito si contano 72 imprese italiane con soci mediorientali, per un capitale complessivo di 44,7 milioni di euro, pari al 10,8% del totale. Un segnale chiaro di come questi investimenti non siano episodici, ma parte di una strategia strutturata e diversificata nel panorama economico italiano.

 

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