Caro vita e tensioni geopolitiche in cima alle preoccupazioni di Gen Z e Millennial. Cresce la fiducia nell’IA, pesa il costo casa
PRIMO PIANO 1 Luglio 2026 digitalvoice
Il caro vita resta la principale preoccupazione per i giovani italiani, seguito dall’incertezza geopolitica. Allo stesso tempo, Gen Z e Millennial guardano con interesse all’intelligenza artificiale, che è ormai parte integrante della quotidianità lavorativa, pur chiedendo maggiore formazione e strumenti adeguati. È quanto emerge dalla Gen Z and Millennial Survey 2026 di Deloitte, lo studio globale condotto su oltre 22 mila giovani in 44 Paesi per analizzare aspettative, ambizioni e priorità delle nuove generazioni.
«La GenZ e Millennial Survey si conferma uno studio capace di captare umori e aspettative dei giovani», commenta Fabio Pompei (foto) , CEO di Deloitte Central Mediterranean. «In questa edizione si riflettono con chiarezza le conseguenze delle grandi trasformazioni in atto a livello globale: in Italia GenZ e Millennial sentono con forza il caro vita e l’incertezza geopolitica, ma sono anche molto attenti ai cambiamenti portati dall’intelligenza artificiale e dalle nuove tecnologie. Ragazzi e ragazze, più di altre generazioni, si dichiarano aperti all’uso dell’IA e propensi a un continuo aggiornamento professionale, consapevoli del fatto che il mondo del lavoro di domani sarà molto diverso da quello di oggi. In altre parole: i giovani hanno capito che il mondo sta cambiando radicalmente e stanno cercando di adattarsi, pur senza rinunciare ai propri valori e alla propria visione del mondo».
Caro vita al primo posto, seguono geopolitica, clima e lavoro
Il costo della vita si conferma il tema più sentito: il 40% sia della Gen Z sia dei Millennial lo indica come la principale questione economica e sociale. Al secondo posto si collocano l’incertezza politica e le tensioni internazionali, citate dal 23% degli intervistati di entrambe le generazioni. Tra i più giovani emerge inoltre la preoccupazione per la disoccupazione (20%) e per la salute mentale (18%), mentre i Millennial mostrano una maggiore sensibilità verso il cambiamento climatico e la tutela dell’ambiente (23%).
Pressione economica, oltre la metà rinvia le scelte di vita
Le difficoltà economiche continuano a influenzare in modo significativo i progetti personali. Il 56% della Gen Z e il 51% dei Millennial afferma di aver rimandato decisioni importanti a causa della propria situazione finanziaria. Tra le criticità più rilevanti c’è l’accesso alla casa: il 56% della Gen Z e il 30% dei Millennial dichiara di non potersi permettere un’abitazione. Inoltre, il 59% della Gen Z e il 57% dei Millennial vive “di stipendio in stipendio”, mentre il 55% dei più giovani e il 49% dei Millennial si sente finanziariamente insicuro. Anche le scelte professionali risentono del costo degli alloggi: il 77% della Gen Z e il 66% dei Millennial afferma che il mercato immobiliare influenza le proprie decisioni di carriera.
L’intelligenza artificiale entra nella quotidianità lavorativa
L’intelligenza artificiale è ormai uno strumento di lavoro quotidiano per il 65% della Gen Z e il 69% dei Millennial italiani. L’impatto viene valutato positivamente dal 76% della Gen Z e dal 69% dei Millennial, mentre cresce l’interesse verso le competenze legate all’IA, considerate una priorità rispettivamente dal 34% e dal 33% degli intervistati. Resta però un divario nella preparazione delle organizzazioni: solo circa un terzo dei giovani ritiene adeguati gli strumenti di IA messi a disposizione dal proprio datore di lavoro. Tra gli ostacoli principali emergono la mancanza di conoscenze ed esperienza, le limitate opportunità di formazione e una fiducia ancora contenuta negli strumenti disponibili. «L’evoluzione tecnologica in atto richiede un’adeguata evoluzione del capitale umano, a partire dalle nuove generazioni, per far sì che capacità di adattamento e pensiero critico permettano alle organizzazioni di restare al passo con il cambiamento», commenta Matteo Zanza, Partner e Human Capital Leader di Deloitte. «Con l’utilizzo sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale e i relativi mutamenti nella forza lavoro nelle organizzazioni, sarà fondamentale costruire fiducia, facilitare connessioni e armonizzare competenze umane e digitali».
Il lavoro ideale punta sull’equilibrio tra vita privata e professionale
Per i giovani italiani il successo professionale non coincide necessariamente con l’accesso a ruoli manageriali. La priorità resta il mantenimento di un buon equilibrio tra vita privata e lavoro. Sebbene il 76% della Gen Z e il 68% dei Millennial si dichiari interessato a ricoprire ruoli di leadership nel corso della carriera, soltanto il 9% dei primi e l’8% dei secondi lo considera il proprio obiettivo professionale principale. Parallelamente cresce il valore attribuito alle competenze trasversali: empatia, adattabilità, pensiero critico, problem solving e collaborazione sono indicate tra le capacità più importanti per affrontare il mercato del lavoro del futuro.


















