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Banche, la Commissione UE punta su meno burocrazia e più integrazione per rilanciare la crescita
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Un settore bancario europeo più competitivo, meno frammentato e capace di sostenere gli investimenti necessari alla crescita dell’economia. È questo l’obiettivo della nuova comunicazione adottata dalla Commissione europea, che delinea una serie di interventi destinati a rafforzare il mercato unico bancario, semplificare il quadro normativo e favorire l’attività transfrontaliera degli istituti di credito.

L’iniziativa si inserisce nella strategia dell’Unione dei risparmi e degli investimenti (Savings and Investments Union – SIU), con cui Bruxelles punta a mobilitare maggiori capitali per finanziare innovazione, transizione ecologica, difesa e sviluppo industriale, mantenendo al tempo stesso elevati standard di stabilità finanziaria.

Secondo la Commissione, il sistema bancario europeo continua infatti a essere frenato da tre criticità principali: la forte frammentazione lungo i confini nazionali, un’applicazione delle regole di Basilea III che non sempre tiene conto delle peculiarità del mercato europeo e un quadro regolatorio considerato eccessivamente complesso, con oneri amministrativi elevati sia per gli istituti sia per le autorità di vigilanza.

L’obiettivo dichiarato è quello di creare condizioni più favorevoli affinché le banche possano assumere rischi in maniera prudente, finanziare famiglie e imprese e competere con maggiore efficacia sui mercati internazionali.

Tra gli interventi previsti figura innanzitutto la rimozione degli ostacoli all’attività bancaria transfrontaliera. Bruxelles intende consentire ai gruppi bancari europei di utilizzare capitale e liquidità in modo più efficiente all’interno dell’Unione, favorendo economie di scala senza compromettere il sostegno alle economie locali.

La Commissione punta inoltre a rafforzare le garanzie comuni per i depositanti attraverso un nuovo meccanismo di tutela dei depositi, destinato a sostituire la proposta del 2015 sul sistema europeo di assicurazione dei depositi, facendo leva sulle reti di sicurezza già operative a livello nazionale ed europeo.

Tra le priorità figura anche un maggiore coordinamento nell’applicazione delle norme antiriciclaggio e di tutela dei consumatori, con l’obiettivo di facilitare l’offerta di servizi bancari oltre i confini nazionali.

Un secondo capitolo riguarda l’attuazione delle regole internazionali. Pur confermando l’impegno dell’Unione europea nei confronti degli standard di Basilea III, Bruxelles intende verificare se alcune disposizioni possano limitare la capacità di credito delle banche europee, valutando eventuali correttivi che tengano conto delle caratteristiche del sistema bancario dell’UE e dei diversi modelli di business.

Infine, la Commissione propone un’importante semplificazione normativa. Tra le misure figurano la revisione dei requisiti patrimoniali, una maggiore armonizzazione delle riserve macroprudenziali, la razionalizzazione delle procedure di risoluzione bancaria e l’aggiornamento dei criteri che definiscono gli istituti di piccole dimensioni e non complessi, alleggerendone gli obblighi regolamentari.

“Il flusso di capitali è il modo per far crescere l’Europa. La nostra Unione dei risparmi e degli investimenti ha bisogno di un settore bancario forte e competitivo. La comunicazione odierna compie un chiaro passo in questa direzione, ricalibrando il nostro approccio al rischio e consentendo crescita e innovazione pur mantenendo la stabilità finanziaria“, ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Sulla stessa linea la commissaria europea ai Servizi finanziari e all’Unione dei risparmi e degli investimenti, Maria Luís Albuquerque (foto) , che ha sottolineato come “oggi abbiamo tracciato un percorso chiaro verso un settore bancario più integrato, efficiente e competitivo. Semplificare le norme e renderle più proporzionate non sarà sufficiente: le banche europee hanno bisogno delle condizioni giuste per espandersi, consolidarsi e competere a livello globale. Ciò significa eliminare gli ostacoli nel mercato unico bancario e completare l’Unione bancaria. Le sfide sono chiare, ora serve la determinazione collettiva per agire”.

Con questa iniziativa Bruxelles apre dunque una nuova fase della politica finanziaria europea, nella convinzione che un sistema bancario più integrato e meno gravato da vincoli amministrativi possa diventare uno degli strumenti chiave per sostenere la competitività dell’economia dell’Unione nei prossimi anni.

 

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