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Agroalimentare, il Piemonte punta sull’innovazione: siglato il patto Digi Open Lab
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Nasce in Piemonte un nuovo ecosistema per l’innovazione agricola. È stato firmato a Torino, nella sede della Regione Piemonte, il Manifesto di intenti del Digi Open Lab, hub sperimentale promosso da Fondazione Agrion insieme ai quattro atenei regionali Politecnico di Torino, Università del Piemonte Orientale, Università degli Studi di Torino e Università degli Studi di Scienze Gastronomiche.

L’obiettivo è rafforzare la collaborazione tra ricerca, istituzioni e imprese per sviluppare tecnologie avanzate a supporto del comparto agroalimentare.

Il Digi Open Lab si configura come uno spazio multifunzionale diffuso: dal meleto sperimentale di Manta ai laboratori per l’apicoltura digitale e la viticoltura smart, fino ai progetti in fase di realizzazione su energia sostenibile, post-raccolta e formazione immersiva. Un’infrastruttura pensata per tradurre la ricerca in soluzioni concrete, dalla sensoristica alla robotica.

Al centro dell’iniziativa, la necessità di affrontare sfide sempre più urgenti: cambiamenti climatici, scarsità di risorse, nuovi parassiti e mercati globali instabili. Per le istituzioni regionali, innovazione e ricerca rappresentano leve decisive per garantire competitività a una filiera che conta migliaia di aziende e un export rilevante.

Fondamentale il ruolo delle università, che metteranno a sistema competenze multidisciplinari per sostenere la transizione verso un’agricoltura più sostenibile e digitale. Il progetto punta anche a favorire il trasferimento tecnologico alle imprese, accelerando l’adozione di soluzioni innovative.

In questo contesto si inserisce AGRI.ON Call, programma di accelerazione rivolto a startup agri-tech, che offrirà supporto scientifico, accesso ai laboratori e formazione imprenditoriale. Un tassello ulteriore per costruire un ecosistema capace di generare innovazione, valore e sviluppo per tutto il territorio piemontese.

Il presidente di Fondazione Agrion, Giacomo Ballari, ha sottolineato la necessità di concentrare risorse e ricerca sulle principali sfide dell’agricoltura contemporanea. L’assessore regionale Paolo Bongioanni ha evidenziato il ruolo decisivo di innovazione e ricerca per colmare i ritardi del settore, tra cambiamenti climatici, nuovi parassiti e crisi dei mercati.

Per Paolo Balocco, direttore Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte,  il futuro passa da giovani e innovazione, elementi chiave per un’agricoltura più resiliente e sostenibile. Anche il mondo accademico ha ribadito il valore della collaborazione: da Menico Rizzi, Rettore dell’Università del Piemonte Orientale, che ha parlato di integrazione dei saperi, a Cristina Prandi, Rettrice dell’Università degli Studi di Torino Cristina Prandi, che ha richiamato l’importanza di una ricerca con ricadute concrete sul territorio.

Sulla stessa linea Nicola Perullo, Rettore dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche e Elena Maria Baralis, Prorettrice del Politecnico di Torino  (nella foto mentre firma) che hanno evidenziato il valore strategico del Digi Open Lab come modello di collaborazione e innovazione tecnologica. In chiusura, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha richiamato l’urgenza di affrontare l’impatto del cambiamento climatico sulla produzione agricola.

 

 

 

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