Accesso ai dati delle grandi piattaforme online: nuove regole UE per sostenere la ricerca sull’impatto sociale del digitale
INNOVAZIONEPRIMO PIANO 7 Novembre 2025 digitalvoice
Via libera all’accesso ai dati delle principali piattaforme online per finalità di ricerca. Con l’entrata in vigore dell’atto delegato sull’accesso ai dati previsto dal Regolamento sui servizi digitali (DSA), la Commissione europea apre una nuova fase di trasparenza nel mondo digitale, consentendo ai ricercatori di analizzare da vicino i meccanismi che regolano l’ecosistema delle piattaforme.
Le nuove misure permetteranno infatti a ricercatori qualificati di richiedere l’accesso a informazioni finora non disponibili provenienti da piattaforme e motori di ricerca di grandi dimensioni. L’obiettivo è studiare l’impatto sociale dei sistemi di raccomandazione, comprendere meglio i rischi sistemici connessi alla diffusione di contenuti illegali, disinformazione o truffe online, e contribuire così a garantire un’esperienza digitale più sicura, soprattutto per i minori.
Per accedere ai dati, gli studiosi dovranno superare una valutazione rigorosa condotta dai coordinatori dei servizi digitali, le autorità nazionali responsabili dell’attuazione del DSA. Solo i progetti che rispondono ai criteri di rilevanza scientifica e di interesse pubblico potranno ottenere i dati, che le piattaforme saranno obbligate per legge a fornire.
La Commissione sottolinea che il nuovo quadro di regole introduce anche tutele per le imprese, bilanciando il diritto alla ricerca con la protezione delle informazioni sensibili. I coordinatori nazionali stanno già collaborando per armonizzare le procedure di valutazione tra gli Stati membri, assicurando un accesso uniforme e tempestivo ai dati in tutta l’Unione.
Henna Virkkunen (FOTO) , Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, ha dichiarato: “La creazione di un ambiente online più sicuro inizia con l’analisi dei rischi. Con le norme del regolamento sui servizi digitali, i ricercatori indipendenti potranno ora studiare nuovi dati provenienti dalle piattaforme online. Comprendere i potenziali rischi che le piattaforme online possono comportare per i loro utenti è un altro passo avanti per garantire la responsabilità delle piattaforme.”


















