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“Per Industria 4.0 ottime idee e migliaia di persone disposte a mettersi in gioco”
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Intervista a Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo

 

Avv. Guzzetti, la Fondazione Cariplo ha nel suo dna il sostegno all’economia del territorio. Quali sono, in particolare, i progetti legati allo sviluppo dell’innovazione e delle competenze digitali destinati alle imprese?

Nel giugno del 2016 abbiamo aperto la Cariplofactory, 1500 metri quadri in via Bergognone a Milano, un impegno di 10milioni di euro per creare 10 mila opportunità di lavoro per i giovani nell’ambito delle nuove occupazioni legate al digitale. Mille euro per ogni persona, per dare un futuro ad un giovane, un futuro che si costruisce da solo, con il nostro accompagnamento.  Dopo poco più di un anno e mezzo i numeri tornano: siamo a circa seimila possibilità di lavoro. Si formano i giovani per ciò che serve al mercato, alle nuove tecnologie. Non è un miracolo, è programmazione e frutto di collaborazioni strategiche con le grandi imprese che hanno accattato di impegnarsi insieme a noi. Alla Cariplofactory si sta sprigionando un’energia che ci porterà oltre gli obiettivi.

C’è una domanda reale di sostegno agli investimenti nell’innovazione digitale, nel solco tracciato dal piano Industria 4.0 dell’ultimo Governo?

Certo che c’è una domanda reale. Ci sono ottime idee e migliaia di persone disposte a mettersi in gioco. Stiamo pensando di investire anche in questo ambito, perché siamo sicuri che laddove c’è un buon progetto, è necessario far crescere la massa di risorse disponibili sul fronte del venture capital dedicato a questo ambito; stiamo creando fondi di investimento ad hoc che serviranno a sostenere le imprese innovative. Abbiamo lanciato appelli anche ad altri investitori istituzionali. A livello internazionale siamo in contatto con la Banca Europea degli Investimenti. Tra poco avrete belle notizie.

C’è, secondo voi, coscienza da parte degli imprenditori di dover trasformare la propria cultura d’impresa in un’era in cui il digitale ha ridisegnato la geografia dei rapporti umani?

Ormai ci siamo resi conto che è un passaggio necessario. O si svolta, o ci si aggiorna, o verremo schiacciati da chi nel frattempo ha fatto passi enormi in avanti: in Francia, ad esempio, gli investimenti per le imprese innovative sono di gran lunga superiori a quelli attualmente attivati in Italia. Sono comunque ottimista: è vero che siamo in ritardo, ma ora possiamo sfruttare l’esperienza degli altri, aggiungerci le nostre idee e chissà …magari generare dal ritardo un vantaggio competitivo.

L’investimento che avete fatto nello storico Spazio Oberdan con la nascita di Meet e il prezioso know how di Meet the Media Guru lancia un segnale importante per Milano. Come immaginate lo sviluppo di queste iniziative e, in particolare di Cariplo Factory?

Lo spazio MEET e Cariplofactory sono sinergici. Uno opera sulla diffusione della cultura digitale, l’altro genera occupazione. Cogliamo un momento di grande energia a Milano, ci proponiamo come interlocutori internazionali, non è un caso che siamo tra i promotori e realizzatori della Milano Digital Week. Stiamo generando un sistema in cui confluiscono operatori diversi, istituzioni, organizzazioni non profit, imprese e anche risorse finanziare. Una bella prospettiva davvero.

L’attenzione che emerge da queste iniziative è anche alle persone che hanno bisogno di reinserirsi nel mercato del lavoro. Cosa avete pensato nello specifico su questo?

Le opportunità di occupazione legate alle nuove tecnologie non sono rivolte solo ai giovani, ma anche a quelle persone con qualche anno in più che sono state escluse dal mercato del lavoro e che fanno fatica e rientrarvi perché non hanno competenze: il programma Talenti Inauditi realizzato a Cariplofactory ha già coinvolto 200 persone adulte che stanno riattivandosi. E poi pensiamo ai giovani NEET, o ragazzi sfiduciati che non studiano e ormai non cercano nemmeno più un lavoro. In Lombardia sono oltre 260 mila. Una cifra aberrante. Anche per loro ci sono opportunità, con la formazione e gli enti non profit e le aziende disposte ad offrire loro un’opportunità

Dal punto di vista della scuola e dell’educazione al digitale per i più piccoli, che consiglio si sente di dare a genitori e insegnanti degli imprenditori e professionisti del futuro?

Sono un nonno, ho vissuto in un’era in cui non potevamo nemmeno immaginare ciò che vediamo oggi. Non demonizziamo la tecnologia, ma impariamo a non esserne succubi. L’intelligenza artificiale ci spaventa? E se dimostrassimo di essere più intelligenti del l’intelligenza artificiale, anticipando le conseguenze negative e sfruttando quelle positive, questo significa programmare. Certo questa rivoluzione ci sta investendo, abbiamo paura che spazzi via posti di lavoro e anche valori di una civiltà. I genitori che sanno stare vicino ai loro ragazzi, insegnare il senso della fatica, che porta sempre risultati vedranno con orgoglio cresce i loro figli, consolidando il patto generazionale che c’è tra genitori e figli. La scala sociale dei giovani di oggi e bloccata? Aiutiamo gli insegnanti a svolgere il loro importante lavoro. Per tutti – ragazzi, genitori, insegnanti – occorre più formazione, più consapevolezza della svolta epocale che stiamo attraversando: è come se avessimo già iniziato un viaggio importante senza avere preparato la valigia. Fermiamoci un attimo, non torniamo indietro, acquistiamo per strada quel che serve. Si può fare.

Nella Foto Giuseppe Guzzetti, Presidente Fondazione Cariplo

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